Una recensione: Lomo Smena Symbol – Love in the U.S.S.R

Lomo Smena Symbol

Un giorno sono capitato (sopra un prato dove mi son domandato “Dove sono capitato?”) da un signore che vende arredamento usato, roba di traslochi. Costui aveva una scatola piena di materiale analogico (macchinette, flash, cineprese super8) e non mi sono convinto a comprare tutto finché non è comparsa la scritta LOMO su una custodia.
Subito pensavo fosse la LC-A e quindi di aver fatto il botto, ma una volta aperta la custodia si è rivelata la Smena Symbol in condizioni perfette.
Qui sotto audio descrizione della sensazione di non aver trovato la LC-A:

Non avevo mai nemmeno visto una vera Lomo in carne e bakelite ed il primo pensiero dopo il primo rullo di utilizzo è stato “Col cazzo non pensare, scatta!”

Lomo_Smena_Symbol-001

Qui una mamma in attesa si ferma a guardare la pancia a Torino

La signorina russa in questione mi ha stregato. È una maneggevolissima compatta ma interamente manuale, e lavora egregiamente.
Non la comprerei mai al prezzo cui viene proposta sul sito lomography, ma pensandola con lo scopo originale con la quale i dolci sovietici l’hanno progettata (basso costo e per tutti) non ho altro pensiero se non “Это круто!”

La piccola lentina in vetro, poi, a quanto pare, è ben luminosa e di ottima qualità: non mi aspettavo che le foto nel mio buissimo interno fossero intellegibili e invece qualcosa è venuto fuori.

Gatti appollaiati

Interno, buio, se non ricordo male scattata a diaframma aperto e tempo 1/15. Perdonate la polvere.

Inoltre gli ingegneri russi la sanno lunga perché è usabilissima anche con i guanti (potete anche ironizzare sulla cosa ma quando vi troverete a scattare nella neve ringrazierete quell’enorme leva e le vostre mani al caldo).

Perché prenderla?
Perché con questa volendo puoi “Pensare in fretta poi scattare”, è compatta e veloce, è la macchina da portarsi in giro quando vuoi rimanere leggero e fare il figo per la città (sì, scattare con una lomo fa figo ma fa anche hipster).
È versatile: diaframma lamellare da 4 a 16 ma soprattutto tempi da 1/250 a 1/15 e anche Bulb (per i tempi c’è anche una divertente serie di disegnini metereologici che vengono in aiuto).

Torino porta nuova

Quanto pagarla?
Dipende dalle condizioni ma io non la pagherei più di 40€ in condizioni perfette con la sua bellissima custodia e con la lente senza segni strani.

Monviso analogico

The King Monviso

Cosa non va?
Se avete presente che macchina è e con che scopo è stata creata sostanzialmente nulla, è una compatta versatile e come tale va presa. Utile in molte situazioni (ma non in tutte), non ha la possibilità di aggiungere uno scatto flessibile (con quella leva per lo scatto magari potete aggiungerci qualche accrocchio ad hoc) ma soprattutto nessun “Non pensare scatta”: non ha nulla di automatico, sarebbe meglio pensare un attimino almeno al tempo da dare e poi scattare, altrimenti finireste per buttare via scatti bui o bruciati (più probabilmente bui).

Avete domande? Consigli di utilizzo o esperienze con questa macchina? Scrivete qui nei commenti o su facebook, sarò felice di rispondere e commentare anche io.

Alessandro Lannocca

Alessandro Lannocca

Nasce a Saluzzo ma ora vive un po' a Polonghera e un po' a Cuneo, dove lavora e studia. Incontra la fotografia analogica in uno splendido corso durante l’inverno del 2008 passato a Madrid (in Erasmus) col prof. Guillermo, in cui ha l’occasione di sperimentare pellicole, liquidi ed ingranditori. Da allora scatta, stampa, scrive.

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