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Un sogno che si avvera

Il titolo non è ingannevole questa volta.
Si entra per davvero nella fase: momento romantico.

Quando la monotonia avvolge la nostra vita occorre dare una sterzata vigorosa.
Quando nulla si muove e si perde il conto dei giorni.
“Mercoledì? Venerdì? Ah no, domani è sabato, mio papà è a casa dal lavoro!”.
Quando una passione si insinua prepotentemente in ogni vostra azione quotidiana.
Quando preme, scalcia e vi fa capire quanto importante sia per voi.

Così, ho preso per le corna questa situazione e mi sono iscritto ad una scuola di fotografia.

Non credo di aver mai fatto scelta più azzeccata, giorno dopo giorno si realizzano piccoli sogni, forse inutili, ma per me vitali, mi danno la forza e le energie necessarie per alzarmi la mattina. Giorno dopo giorno, dopo giorno.

Uno di questi sogni è stato quello di entrare in camera oscura, per la prima volta sì.
Chiaramente, non ho ancora le competenze tali da poter essere autonomo, ma, insomma, emotivamente è stata una fortissima esperienza, che, col tempo, spero non smetta di entusiasmarmi.

Accontentando i più scettici, ecco una prova tangibile della mia presenza:

foto nera

Scherzi a parte, per me è stato un avvenimento mistico.
Il fatto di lavorare al buio è stressante e rilassante allo stesso tempo, stressante finché non si prende dimestichezza con l’inserimento della pellicola nell’apposita spirale, anche perché l’allenamento svolto alla luce (con pellicole già sviluppate ovviamente!) sarà vano una volta immersi nell’oscurità.
Rilassante quando si inizia ad avere il controllo della situazione e si assaporano i pregi di lavorare al buio, dando importanza alle percezioni tattili, che spesso trascuriamo.

Da qui si passa poi allo sviluppo che non intendo assolutamente descrivervi – a causa della sua meccanicità – per non rompere il romanticismo creato sin qui.

La fase della stampa è invece molto più sensoriale, si vive appieno l’immagine prescelta, la si cura nei minimi dettagli, la si culla e vizia, per poi immergerla in un bagno propiziatorio e rigenerante.
Gonfiate i polmoni e trattenete il fiato, sono sei i minuti di immersione che vi aspettano per trasformare la vostra carta fotografica impressa in un’immagine fatta e finita.
Sei minuti vero, ma nei primi venti secondi è racchiusa l’essenza. Sono questi i secondi in cui si materializzeranno sotto i vostri occhi forme, luci, ombre e toni.

stampa

Dopo un anno, durante il quale vi ho pluri-annoiato con le mie inutili parole, ho voluto rendervi partecipi di questa mia importante esperienza di vita vissuta.

Questa volta non è aria fritta quella di cui vi parlo, è tutto vero.

Nicolò Panzeri

23 anni, nato e cresciuto a pochi chilometri da Milano, da poco studente di fotografia alla Fondazione Marangoni di Firenze.

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