Attrezzatura Cameras & Films Riflessioni

Quello che non ho: il Lab-Box di Ars Imago

Il titolo è un mezzo pretesto per buttare lì una canzone di De Andrè (che fa sempre figo e mette d’accordo tutti) ma anche il mezzo concept di questo articolo.

Divaghiamo

Avrei voluto fare una mezza recensione approssimativa del Lab-Box di Ars Imago, invece saranno due righe scritte in assenza del già citato oggetto.
Come al solito arrivo tardi perché sono almeno 3 anni che la Lab-Box è in giro, nel frattempo sono stato distratto da altro.

Che cos’è Lab Box? ve lo racconta bene la relativa campagna kickstarter che vi ho linkato qui.
Tanto per darvi delle informazioni random: lo stato dell’arte per i comuni mortali che sviluppano a casa artigianalmente pellicole è stato dettato da Paterson che ha cominciato alla fine degli anni 30 a sviluppare le sue tank. Tank che si sono migliorate nel tempo fino al 1981 circa, da allora tutto è rimasto così, praticamente non c’era più nulla da sviluppare, il picco ingenieristico delle tank era stato toccato fino ad oggi (un oggi di 3 anni fa appunto).

Il mondo della fotografia digitale avanza con il ritmo del consumo e degli studi di mercato, il mondo della fotografia analogica avanza a botte random di genialate estemporanee di gente che ci crede fortissimo, tutto questo è molto bello.
Tornando allo sviluppo

Lanciare dei santi al buio

Caricare la pellicola sui tank spesso è stato questo, sopratutto le prime volte.
Incastrare inizialmente la pellicola al buio era difficile, evitare che uscisse male dalle guide facendola scorrere lo era altrettanto.
Il problema non era tanto il buio il problema era l’incastro e la mano sicura.
Siete arrivati fino qui e non avete idea di cosa sia un tank per lo sviluppo.

Vorrei tantissimo il lab box

Si, anche se ultimamente sto sviluppando nulla da mesi o forse anni ma:
– Permette di fare tutto alla luce
– Il sistema è estremamente semplice
Si, lo voglio.
Il prezzo è di un taglio nettamente superiore rispetto ad un tank tradizionale, oggettivamente, costa 6 volte un tank “normale” (poi dipende dagli accessori che gli avvicinate).
Oggettivamente il costo è rapportato al beneficio, all’idea geniale e alla voglia che hanno avuto di investire nello sviluppo di questa idea.
Lo comprerò sicuramente, sia il modulo 135 che quello 120 (poi farò una vera recensione).

(no, non è un patetico modo per invitare la Ars Imago a mandarmi un tank omaggio, ma se lo facessero sarebbe veramente un ottimo patetico modo per ottenere regalie)

Il pellegrinaggio

Quando sono andato a Roma ho guardato al volo e veloce la basilica, quella famosa, con il tetto spiovente ma ho svolto santo pellegrinaggio al piccolo ma accogliente luogo fisico che ospita gli amici carissimi di Ars Imago che forse si scrive Ars – (trattino) Imago ma che io su google per mesi cercavo scrivendo Ars Imagho, con la H boh.
Tanto per dare un numero sulla grandezza dell’idea, la campagna Kickstarter ha raccolto 10 volte i fondi che inizialmente erano stati impostati come goal

Gerardo Bonomo

L’uomo più elegante che il Web e la pellicola abbiano mai incontrato ha provato i sopracitati box (qui nella versione per 135). Ha usato il Box sviluppando un rullo B/N Ars Imago (pardon) Ars-Imago con il monobagno (per B/N) Ars-imago.

Conclusioni

Qualcuno di voi usa questo box?
Vuole condividere le sue opinioni surrogate da un uso approfondito?
Lab-Box è maschile o femminile perché io ho usato sia una forma che l’altra sempre un po’ a caso.

Post chiusura Edit: ho visto in un video di Gerardo Bonomo che esistono altre tank sviluppo daylight, facciamo finta non esistano.

Alessandro Lannocca

Nasce a Saluzzo ma ora vive un po' a Polonghera ma spesso è a Torino. Incontra la fotografia analogica in uno splendido corso durante l’inverno del 2008 passato a Madrid (in Erasmus) col prof. Guillermo, in cui ha l’occasione di sperimentare pellicole, liquidi ed ingranditori. Da allora scatta, stampa, scrive.

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Comments (4)

    1. No, si può usare con qualunque bagno.
      Rispetto alla tank è più facile il caricamento in spirale della pellicola.
      Non serve “incastrare-girare” al buio ma permette di fare tutto più velocemente e alla luce.
      Di fatto fa le stesse funzioni di una tank ma facilita la vita del caricamento pellicola.

      1. Si, però costa anche 160 eurozzi. E chi sviluppa poche pellicole quando ammortizza la spesa? Poi ci devi aggiungere anche il costo dei chimici. Va bene che quelli li devi acquistare per forza. Ma abbinati ad una tank classica di sviluppo non si arriva di certo al costo dell’aggeggio in questione. Qualcuno obietterà che con la Lab Box è più facile caricare la pellicola ma…è così difficile adoperare il metodo classico? Suvvia, basta acquistare una pellicola economica e sacrificarla per imparare a caricare la tank. Più difficile a dirsi che a farsi. Non hai abbastanza buio? Ti compri una changing bag per poco più di 20 euro e hai risolto.

        1. Ciao Claudio, non ti posso ne dare ragione ne dare torto.
          Diciamo che non discuto che il prezzo della lab box non è al risparmio ma la comodità alla fine uno se la deve pagare.
          Io sono contento che l’abbiano prodotta e che la campagna kickstarter sia andata ben oltre le aspettative.
          L’articolo è intitolato “Quello che non ho” proprio perché ancora non ho fatto quest’investimento, per il momento rimane un desiderio inappagato quindi ancora più ambito :)

          Grazie per aver letto e commentato

          Alessandro