Iso400 - MANUALE DI FOTOGRAFIA ANALOGICA

Manuale di fotografia analogica

La chimica per il bianco e nero

I prodotti chimici per il trattamento delle pellicole in bianco e nero sono sostanzialmente quattro: lo sviluppo, il bagno d’arresto, il fissaggio, l’imbibente.

LO SVILUPPO

È un prodotto chimico composto da diversi elementi, la maggiore o minore quantità di questi elementi o anche la semplice presenza di un elemento rispetto ad un altro influiscono in maniera importante sul risultato finale e sulla qualità dell’immagine. Lo sviluppo è quello che trasforma gli alogenuri d’argento colpiti dalla luce in argento metallico nero. Sostanzialmente è la chimica che rende visibile l’immagine impressionata sulla pellicola.
L’annerimento è direttamente proporzionale alla quantità di luce che colpisce la pellicola, da qui si evince perché il negativo si chiama negativo.
Le superfici chiare riflettono molta luce, di conseguenza a impressionare maggiormente gli alogenuri d’argento che saranno poi anneriti dallo sviluppo, esattamente il contrario con le superfici scure; ed ecco che sul negativo un muro bianco apparirà nero, un abito scuro apparirà bianco.

Vediamo ora di analizzare alcuni degli sviluppi universali presenti sul mercato.

KODAK D-76 e ILFORD ID-11

kodak d-76 ilford id-11
Due sviluppi praticamente identici sia nella composizione chimica, ed ovviamente anche nei risultati che si possono ottenere. Si presenta in polvere per la preparazione di una soluzione di base (stock) da 1 litri o 3,8 litri. Per la preparazione si diluisce tutto il contenuto della busta (non si può assolutamente separare la soluzione in polvere per diluirlo in due soluzioni separate, neanche se separate e misurate con un bilancino di precisione). La preparazione viene fatta svuotando il contenuto della busta all’interno del 75% del volume di acqua calda a non meno di 40 gradi. Dopo aver sciolto tutto il composto si aggiunge acqua fino a formare la quantità di volume totale (Es. per formare 1 litro di sviluppo si scioglie il composto in 750 ml di acqua e si aggiunge acqua fino a formare 1 litro di soluzione totale e non i restanti 250 ml). Può essere utilizzato in soluzione stock (incrementando il tempo di sviluppo man mano che si sviluppano i rullini, secondo la tabella allegata nella confezione), o nella diluizione 1+1 o 1+3 in questo caso diventa usa e getta ciò comporta un aumento del tempo di sviluppo, ma si sviluppa sempre con chimica fresca. La preparazione della soluzione di lavoro va preparata di volta in volta. La soluzione stock in bottiglia ermeticamente chiusa e conservata al buglio dura circa 3 mesi.
I migliori risultati si ottengono proprio con la diluizione dello sviluppo, vi è un maggiore sfruttamento della composizione chimica e maggior controllo del contrasto.
È uno sviluppo versatile adatto a diverse pellicole ma particolarmente indicato per Kodak Plus-x, Tri-x, T-max e Ilford Fp4 e Hp5; è compensatore (gestisce bene le scene fortemente contrastate, l’effetto aumenta con la diluizione), è uno sviluppo medio-finegranulante cioè tende a mantenere la grana fine e dona una ricchezza di dettaglio nelle ombre.

ILFORD MICROPHEN

ilford microphen
Sviluppo in polvere, la preparazione della soluzione stock e identica al D76.
È uno sviluppo finegranulante (tende a mantenere la grana fine), specifico per le pellicole di media/alta sensibilità, si presta bene per eseguire il “tiraggio” delle pellicole, (sottoesporre volontariamente una pellicola, vedremo in seguito la tecnica); buona acutanza, estesa gamma tonale.
Come il D76 può essere utilizzato in soluzione stock, incrementando di volta in volta il tempo di sviluppo secondo la tabella allegata nella confezione, o nelle diluizioni 1+1 o 1+3 in questi casi diventa usa e getta. La soluzione stock in bottiglia ermeticamente chiusa e conservata al buglio dura circa 3 mesi.

KODAK HC-110

kodak hc-110
Sviluppo liquido concentrato, molto denso e viscoso che per la preparazione va prelevato con una siringa, una volta aperto il flacone, se perfettamente conservato può durare anche alcuni anni; una volta diluito diventa usa e getta.
Può essere utilizzato in diverse diluizioni chiaramente indicate sulla confezione che vanno da A a F, i migliori risultati, con un po’ tutte le pellicole si ottengono con la diluizione B 1+31, per una parte di sviluppo se ne aggiungono 31 di acqua, nella pratica si divide la quantità dello sviluppo da ottenere con il numero delle parti totali in questo caso 31+1=32. Se si necessitano di 600ml di soluzione di lavoro 600:32=18,75 ml. che sarà la quantità di liquido concentrato da prelevare.
È uno sviluppo versatile, che dura nel tempo ma che produce una grana piuttosto evidente specialmente nelle alte diluizioni, la minore diluizione da una maggiore nitidezza ed è più adatta per ingrandimenti più spinti.

AGFA RODINAL / R09

agfa rodinal / R09
È lo sviluppo più vecchio tutt’ora reperibile, la sua formula originale è stata creata da Agfa circa 100 anni fa, oggi che il marchio Agfa non esiste più la sua formula è stata ripresa da altre aziende che lo hanno rimesso in commercio con il nome R09.
È un liquido concentrato con il quale si può arrivare a diluirlo fino a 1+100. Come l’HC-110 è praticamente uno sviluppo eterno, si presenta fresco di colore giallo paglierino, arrivando a diventare marrone scuro dopo l’apertura. Il suo colore non deve ingannare. Personalmente ho usato l’R09 dopo oltre 4 anni dall’apertura del flacone senza rilevare nessun problema.
Va preparato subito prima del suo utilizzo, in quanto la presenza di cloro nell’acqua potrebbe col tempo ridurre l’agente rivelatore.
Si consiglia l’utilizzo con pellicole a sensibilità medio bassa, da il meglio di sé alle diluizioni 1+25 o 1+50 con pellicole esposte alla sensibilità nominale, grana evidente ma piacevolmente secca, buona la nitidezza.
Personalmente consiglio di avere sempre disponibile un flacone di Rodinal, (un flacone da 125 ml. costa pochissimi euro e dura una vita) lo considero uno sviluppo tutto fare con il quale sviluppare qualunque pellicola anche quelle poco note, scadute, mal conservate, accettando un giusto compromesso tra qualità dell’immagine, nitidezza, grana e contrasto.

IL BAGNO D’ARRESTO

bagno d'arresto
Il bagno di arresto è una soluzione a base di acido acetico, chimicamente parlando è una soluzione acida che interrompe l’azione chimica dello sviluppo, in pratica è un bagno che blocca l’azione dello sviluppo.
In commercio è disponibile sotto vari marchi e formati, il suo utilizzo è limitato ad interrompere completamente l’azione dello sviluppo e non influisce sulla qualità dell’immagine. Alcuni fotografi limitano l’utilizzo del bagno di arresto ad un semplice risciacquo della pellicola con acqua.
Personalmente consiglio di usare l’acido acetico, costa poco, si diluisce normalmente 1+20 e/o 1+30 ed è riutilizzabile.

IL FISSAGGIO

fissaggio
Il fissaggio è una soluzione normalmente a base di iposolfito di sodio, viene venduto in forma liquida concentrata da diluire al momento dell’uso.
Sostanzialmente serve per sciogliere tutti quegli alogenuri d’argento che non sono stati sviluppati e quindi a rendere insensibile la pellicola e come si dice in gergo a fissare l’immagine.
Il fissaggio non influisce sulla qualità dell’immagine ma è fondamentale per la stabilizzazione dell’immagine del tempo, la formula è unica sia per l’utilizzo con le pellicole che per l’utilizzo con le carte. La diluizione può variare da valori 1+4 a 1+15, normalmente un fissaggio più concentrato si utilizza per le pellicole, un fissaggio più diluito si utilizza per le carte. Una volta diluito può essere utilizzato per diverse sessioni di lavoro, ma comunque per un tempo limitato.
Il liquido concentrato una volta che il flacone è stato aperto, può durare diversi mesi, se nella soluzione sono visibili dei granuli è consigliabile filtrarlo prima di diluirlo.

Piccolo consiglio se avete dubbi sulla funzionalità del prodotto, potete preparare la soluzione di lavoro ed immergervi uno spezzone di pellicola, se nel tempo indicato dalla confezione la pellicola diventa trasparente allora è tutto ok. Stessa cosa con lo sviluppo dove in questo caso la pellicola deve diventare completamente nera.

L’IMBIBENTE o PHOTO FLO

imbibente
È l’ultimo bagno chimico, da utilizzarsi dopo il normale lavaggio della pellicola. Non influisce in alcun modo sull’immagine, serve semplicemente ad evitare la formazione di calcare. È un liquido concentrato che praticamente dura per sempre in quanto se ne utilizza davvero poco.
Attenzione ha la funzione di anticalcare ma da non sostituire con il brillantante per lavastoviglie.
 

Luca Oliani

Classe 1973, a 10 anni quasi per gioco impugna una kodak poket camera 110 e scopre come diventa particolare racchiudere un istante di vita all’interno di un piccolo quadratino. Frequenta le scuole superiori presso un Istituto d’Arte e si diploma in Grafica Pubblicitaria, Fotografia e Cinematografia. Durante gli studi, apprende la varie tecniche di ripresa utilizzando varie fotocamere dal piccolo al grande formato con il banco ottico, ma soprattutto apprende le varie tecniche di sviluppo e stampa in camera oscura sia in bianco e nero che a colori.

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Comments (2)

  1. Vorrei aggiungere il mio contributo riguardo gli sviluppi.
    DURATA SVILUPPI
    Io vivo in una situazione particolare molto estrema che mette a dura prova i chimici.
    30 gradi tutto l anno e alto tasso di umidita’ ho provato moltissimi sviluppi con questi risultati (riferendomi a quelli citati).
    Il rodinal una volta aperto (e talvolta conservato pure sigillato) dopo pochi mesi era da buttare, e’ risultato il meno duraturo.
    Il D76 era ancora funzionante dopo parecchio tempo nonostante uno dei due componenti tenda a deteriorarsi virando sul giallo, offre ugualmente una resa accettabile.
    HC110 per ora e’ il piu duraturo, ho riaperto una bottiglia ferma da anni dal colore improbabile e funzionava perfettamente.
    In ogni caso la soluzione piu’ sicura che ho adottato (specialmente per sviluppi carta) per ora consiste nel prepararmi i chimici freschi miscelando i vari componenti, che poi variano solamente da 3 a 5 a seconda della formula, e offre interessanti opportunita’ di personalizzazioni.
    Spesso si considerano i chimici ancora ‘buoni’ dopo parecchio tempo quando in realta’ hanno un decadimento reale che puo” essere piu o meno percettibile.

    Nel libro di Jacobson ‘a focal….’ viene chiaramente spiegato che qualsiasi sviluppo, anche quelli in polvere dopo la miscelazione dei primi due componenti inizia un lento processo di deterioramento.
    Parlo solo in termini di durata non di resa che resta una scelta personale e fermo restando quanto scritto nell interessante articolo.
    Grazie

    1. Ciao Luca e grazie per il commento.
      Mi trovi perfettamente d’accordo sul discorso che la soluzione migliore è quella di prepararsi la chimica da se, utilizzando i singoli componenti. Si può, con un po’ di esperienza, arrivare a personalizzarti lo sviluppo in base alle proprie e singole esigenze. (Sto preparando un articolo proprio sulla preparazione dello sviluppo partendo dalle materie prime)
      Come abbiamo detto entrambi l’HC110 sviluppa anche dopo diversi anni dall’apertura del flacone.
      Diversamente non mi trovo d’accordo con il rodinal, per esperienza personale ho diluito il rodinal dopo che il flacone era stato aperto da più di 4 anni, e ha fatto il suo “sporco” lavoro, senza modificare i tempi di sviluppo.
      Devo però giustamente precisare che il flacone era stato conservato al buio e in ambiente asciutto ad una temperatura che oscillava da un minimo di 17/18 gradi (inverno) ad un massimo di 25/26 gradi (estate).
      È giusto pensare a questo punto che una temperatura costante di 30 gradi abbia influito sulla durata del prodotto.
      Grazie e rimango a disposizione per ogni altro chiarimento.