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The Fappening – Il nudo in digitale non è (quasi) mai una buona idea

Non starò a spiegarvi significato o etimologia del termine “Fappening”, lo troverete al fondo dell’articolo* (una sorta di Pippero® Event).

Gatta-Lela

In concreto questo evento coincide con il 01/09/2014, giorno di rilascio (o di “salita a galla”) di un bel pacchetto di foto zozze di gente più o meno famosa (VIP statunitensi).
Come anche Lega Nerd spiega è stato un meta-evento, o un finto vero evento, che la maggioranza dei mass media sta raccontando nel solito, inutile e fastidioso modo superficiale e distorto.
In pratica gli scatti giravano da tempo tra alcuni eletti amatori di foto di celebrità nude (definizione nobilitante che indica persone malate e ossessionate dalle foto di VIP) finché per un motivo o per l’altro sono saltate fuori, qualcuno le ha impacchettate ed ora sono praticamente di pubblico dominio.
La maggioranza dei giornali racconta invece di scaltri hacker che hanno bucato i sistemi chissà quanto complicati.
Senza stare a discutere troppo di sicurezza informatica in generale, questi “contenuti” privati vengono rubati solitamente grazie alla superficialità con i quali sono conservati.
Tutti siamo a rischio? Potenzialmente sì, concretamente no. In generale non esiste la perfetta sicurezza informatica, tutti i dati digitali raggiungibili possono essere raggiunti. In generale se i nostri dati non interessano a nessuno sono al sicuro come non mai, è chiaro quindi che se sei un VIP (più o meno) conosciuto molti vorranno sbirciare i tuoi dati.
Come fare ad essere completamente al sicuro? Non produrre dati digitali interessanti (tanti sul web lo fanno già quotidianamente). In pratica se non vi va che le vostre foto zozze girino per il web non è mai una buona idea il nudo in digitale.
Anche se non siete VIP le vostre foto zozze sono dati digitali interessanti per molti, quindi rischierete di finire sul web e su molti computer (ma forse nessuno scriverà articoli di giornale su di voi).

Cosa ci lascia, quindi, tutta questa storia? Un consiglio spassionato che lancio a tutti gli amanti del nudo privato: fate foto zozze su rullino.

Nel caso dell’analogico avrete dei supporti tangibili che conterranno le vostre foto (i negativi) che potrete chiudere con chiavistelli avendo ben controllate le stampe delle stesse (se eviterete di digitalizzare i negativi). La pellicola conserverà per infiniti anni la vostra naturale bellezza e la scoperta delle foto dopo la vostra morte (da parenti o sconosciuti) sarà un vero ritrovamento che genererà sicuramente sorpresa.
Inoltre la luce sprigionata dal corpo nudo avrà colpito i sali d’argento della pellicola facendo diventare la foto come un’irradiazione fisica dell’amata (o dell’amato) ritratto, come un bacio con rossetto lasciato su una cartolina.
Quindi giù i vestiti e fuori rullini e macchinette!

La foto nella pagina? Non c’entra nulla.
*Mi sono accorto che molte persone arrivano qui cercano su google il significato di “Fappening” quindi aggiungo questo piccola nota all’articolo, spero vi sarà utile.
Fappening è l’unione di due parole inglesi: “fap” ed “happening”. La parola fap in inglese colloquiale indica la masturbazione mentre happening significa appuntamento o evento. In pratica questo neologismo sta a indicare una sorta di giorno della masturbazione o un’appuntamento onanista. Il rilascio di questo pacchetto di immagini erotiche di celebrità lascia immaginare quindi che molti le abbiano scaricate per il proprio piacere personale.
Aggiungo ancora che spesso in lingua inglese vengono creati neologismi geniali e parole colloquiali dal significato illuminante, vi consiglio quindi un giro su Urban Dictionary, una sorta di “dizionario della strada” in cui potete scoprire parole geniali o termini colloquiali che vengono usati molto anche nelle serie tv, questa per esempio è la loro definizione di fappening

Alessandro Lannocca

Nasce a Saluzzo ma ora vive un po' a Polonghera ma spesso è a Torino. Incontra la fotografia analogica in uno splendido corso durante l’inverno del 2008 passato a Madrid (in Erasmus) col prof. Guillermo, in cui ha l’occasione di sperimentare pellicole, liquidi ed ingranditori. Da allora scatta, stampa, scrive.

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