Cities in (film’s) dust

Cities in (film’s) dust

Bonjour, mi presento, sono Maria Palmieri, la new entry di Iso400!
Da oggi curerò questa nuova rubrica, intitolata “Cities in (film’s) dust”.

Eh, sì, ho preso spunto proprio dalla canzone di Siouxsie and the Banshees! D’altronde le nostre città sono tutte un po’ punk, un po’ underground… Tra i vicoli medievali e le cattedrali dell’archeologia post-industriale c’è sempre quell’accostamento ossimorico di abbandono e folla, povertà e turismo, tradizione e modernità.

Ebbene, questa rubrica non è altro che un luogo in cui raccontare la vostra città, vista dai vostri occhi, dietro una lente, mediando la visione con la pellicola e i riccioli della polvere che irrimediabilmente la scansione cheap del negativo aggiunge…

Qui niente cartoline patinate. Ospiteremo le vostre fotografie e le vostre sensazioni, dedicate a quei passi che ripetiamo ogni giorno, a quei posti che appartengono al nostro quotidiano, a quegli angoli che giriamo spesso inconsapevoli e in modo ripetitivo, alle persone che conosciamo profondamente, alle serate tra amici passate a raccontarsi sempre le stesse cose, ai concerti di periferia. A tutto ciò che un giorno, per caso, grazie alla macchina fotografica, immortaliamo, e che a rivederlo ci apre gli occhi sul luogo in cui viviamo e anche un po’ su ciò che siamo veramente, da un punto di vista diverso, riflessivo, meravigliato e stupito.

Vi lascio con una foto che rappresenta la mia amata/odiata città, Foggia.

Foggia, Stazione.

Maria Palmieri

Mi aggiro intorno ai 30 e sto ancora cercando di capire chi sono, cosa sono e cosa fare nella vita. L’unica certezza che ho è l’amore per la fotografia analogica. Nelle mie vene scorre emulsione liquida. Per farmi felice basta poco: una vecchia macchina fotografica e un rullino, magari scaduto…

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