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OUT-OF-Fashionblogger #5 (Maggio) C’era n’altra volta

C’era n’altra volta

L’influenza che le fiabe raccontateci da bimbi hanno avuto sullo sviluppo della nostra mente (e del nostro cuore) è, almeno per metà, negativa. Oserei dire pessima.

Senza tutti quei ‘vissero felici e contenti’ e quei buoni che battono i cattivi, il bene che vince il male, le principesse intrappolate e salvate dal principe azzurro, le nostre vite sarebbero di gran lunga più semplici! Vi spiego come.

Vantaggi per le donne: non dovremmo invidiare i capelli della Sirenetta, il piedino di Cenerentola, la voce di Biancaneve; non vivremmo nell’attesa dell’uomo perfetto, ci terremo fidanzati normali, che non vanno a cavallo e non sguainano la spada; non avremmo così paura del lupo cattivo e proveremmo a scendere dalla torre da sole.

Vantaggi per gli uomini: si può vivere anche senza saper andare a cavallo ne usare la spada, davanti ai draghi è consentito cagarsi sotto, non si deve per forza sposare la principessa nella torre, vale anche farsi solo un week end o addirittura innamorarsi della sua amica, quella mora con le tettone.

In generale, per tutti e due: non vivremmo nell’attesa del ‘lieto fine’, perfetto e imperituro, ma ci godremmo la vita e le cose che vengono senza pensare troppo a una indefinita imperfezione. Benvenute rughe e capelli di merda, nell’happy ending in realtà spesso ci si annoia!

Qualche cosa di buono le fiabe lo spiegano, ad esempio se vivete con 7 nani e vostra madre cerca di uccidervi c’è qualcosa che non va, meglio levarsi! Nonostante questi grandi insegnamenti io preferisco quelle fiabe li, aderenti alla realtà, quelle che una vera morale non ce l’hanno e non ti dicono cosa devi fare. Sono storie di fantasia dove c’è un po’ di tutto: gente pazza, strade interrotte e lavori in corso, gatti sovrappeso, e signore cattive che senza motivo ti passan davanti in coda.

Morale della favola…vestitevi un po’ come vi pare a voi, mettetevi pure un abito di velluto rosa o una cravatta d’oro, non temete che vi guardino tutti o che non vi guardi nessuno, né di levarvi le scarpe per correre dietro al bianconiglio.

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Costanza Scacchi

Sono nata a Lodi, avevo 23 anni quando ho cominciato a fotografare ed era il 2006. Prima scattavo in digitale, dopo poco ho cominciato in analogico e non ho smesso più.

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