Cities in (film’s) dust

Cities in (film’s) dust. #3 Vittoria

E si torna in Sicilia. Una Sicilia al limite dei confini, in un luogo che si chiama Vittoria, da cui ti aspetti grandiose architetture ma, a dispetto del nome, ti ritrovi circondato da palazzi vecchi e scrostati, i quartieri popolari del boom anni ’60, come ce ne sono in ogni città italiana e Compro Oro ad ogni strada. Nonostante la latitudine, la noia. Il disagio, l’ansia, la routine alienante. Ma per fortuna la bellezza è dietro l’angolo, pronta a salvare tutti.

Godetevi le fotografie e il testo di Nanni Licitra.

“Tunisi non è lontana. Al di là del mare, ma più a nord.
Sono nato tanto a sud – anche di Tunisi – che quasi non é più Italia. A patto che lo sia mai stata.”

Un sud (e nessuno lo immagina) di rigidità delle forme, di angoli retti che (in)castrano la vita.
Squadrata, la città dove sono nato, che ingabbia nel suo reticolo anche lo sguardo.
Senza colore, piatta, un bianco e nero di disagio. Tanto che non puoi immaginare neanche il colore, assorbito come con un tampone mentre scola dalle strade senza vita reale.
Eppure la vita c’è, ma é rigida come i suoi angoli, senza colore se non quello della carta moneta che scorre: “compro oro” e centri scommesse che vomitano macchinette video-poker alienanti, che invadono marciapiedi dove scorrono camion decennali carichi di casse di pomodori, l’oro rosso che fu, ricchezza andata della città.
Tutto uguale: ricco degrado estetico e fors’anche morale. Tutto omologato.
Se qualcosa supera la media, travalica l’estetica e sfonda il limite della pacchianeria, ostentazione volgare dell’avere.
Una città con un’anima bucata, come le strade su cui sembrano esplose bombe, a volte mal rattoppate, latrine ad ogni pioggia in cui annegano rabbia e sofferenza gli abitanti.
Vivere a Vittoria, a sud di nessun nord, é un rigido ripetersi monocromatico.
Un certificato di degrado esistenziale viene allegato a quello di nascita e deve essere stato rilasciato ad ogni genitore.
Soffri di silenzio ed isolamento come se fossi in una grande città, di oppressione mentale come se fossi in un minuscolo borgo. Vittoria non é nessuno dei due. É meticcia. E il colore imbastardito della vita, che laggiù potrebbe anche non esistere, rimane ancora.
Figlio solo di un incredibile sole che ci bagna dieci mesi l’anno, di un meraviglioso mare cristallino e di una splendida terra ancora ricca di bellezze incontaminate. Quasi fossimo in Africa”.

Per conoscere meglio Nanni:
https://www.flickr.com/photos/nanni1988/
http://oneimaginaryboy88.tumblr.com/
 

Maria Palmieri

Mi aggiro intorno ai 30 e sto ancora cercando di capire chi sono, cosa sono e cosa fare nella vita. L’unica certezza che ho è l’amore per la fotografia analogica. Nelle mie vene scorre emulsione liquida. Per farmi felice basta poco: una vecchia macchina fotografica e un rullino, magari scaduto…

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