Riflessioni

La bellezza esistenzialista del disastro di quando non metti il rullino e scatti

Il titolo è un “anti click bait”, volutamente astruso per non catturare i click.
Solo lo 0,01% di voi avrà cliccato e aperto, ma lo 0,01% rispetto a cosa? Ai grassi nello Yoghurt.

Vado all’oggetto della discussione.

Su un’altro mio blog ho cazziato un commentatore per aver fatto del qualunquismo verso la sfida passato bello Vs. presente tutto una merda ma temo che lo farò anche io.

Un grandissimo cambiamento tra le foto fatte oggi e le foto fatte pellicola è l’incidente tipico in cui tutti siamo cascati e che oggi è proprio impossibile (ci sono altri incidenti diversi ma nessuno come questo).
A tutti è capitato, con due varianti:

A – non metto il rullino, non mi ricordo, scatto.
B – metto il rullino, non gira, scatto.

A: di solito si scattano almeno 75 fotografie prima di pensare (ma sto rullo non finisce mai?).
Quando ne hai fatte 13 “Bene, il rullo non era da 12”.
Quando ne hai fatte 25 “Wow, il rullo è da 36!”
Quando ne hai fatte 37-40-50 “Wow, forse non sta girando, continuiamo” negando l’evidenza al massimo.

B: tutto uguale ma sai che quel rullo era da 12-24-36 ma pensi di aver gabbato il sistema dei produttori di rullini perché quello è andato oltre.

In ogni caso avrai pazientemente e scentemente ed attentamente scattato una serie di bellissimi ricordi indelebili che però non sono mai esistiti se non nella tua mente.
Hai vissuto l’inganno di pensare di poter rivivere quel momento ti senti deluso e un po’ stupido.
Contromisure posticipate? Nessuna.
Ora puoi controllare subito, ora non esiste un durante di un prima/durante/dopo ora c’è un prima e dopo lo scatto.
Quel durante che poteva durare anni può rivelarsi inesistente e grazie a questi incidenti in cui quindi non c’è più nemmeno un prima (dato che non esisterà un dopo).

Oggi non esistono più queste immagini che non sono mai esistite.
Nessun incidente, nessun limbo di immagini “in potenza”.

In ogni caso quelle immagini sono esistite e sono state progettate, nella mente.
Cosa definisce cosa esiste e cosa non esiste?
Tipo con i ricordi dei sogni: se te li ricordi (i sogni) esistono, se non te li ricordi sono esistiti lo stesso perché c’erano.

Quelle foto mai nate sono dei sogni che ti ricordi ma che non sono mai arrivate ad essere concrete, ma sono esistite.

Abbiamo perso tutto uno stato di esistenza delle fotografie, anche se questo stato di “in potenza” che non arriva mai ad un dopo quindi non è mai esistito si applica a un sacco di cose.

A progetti, alle idee.
Ci sono vite che scorrono tra un non esistere e l’altro.

Purtroppo (o per fortuna)

Alessandro Lannocca

Nasce a Saluzzo ma ora vive un po' a Polonghera ma spesso è a Torino. Incontra la fotografia analogica in uno splendido corso durante l’inverno del 2008 passato a Madrid (in Erasmus) col prof. Guillermo, in cui ha l’occasione di sperimentare pellicole, liquidi ed ingranditori. Da allora scatta, stampa, scrive.

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Comments (1)

  1. Tanti anni fa scattai delle meravigliose fotografie naturalistiche, una libellula adulta appena sgisciata fuori dalla larva. 36 pose. Il rullino non si era agganciato. Sono fotografie bellissime.
    P.S. sono lieto che abbiate ricominciato a scrivere!