Interviste

Intervista a 100ASA

Nomen omen dicevano i latini.
100ASA è un’associazione culturale fotografica, visto il nome possiamo considerarli un po’ come nostri cugini.
Siamo andati ad incontrarli virtualmente e abbiamo fatto loro alcune domande.

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Come nasce 100ASA?
L’Associazione 100ASA nasce dalla passione per la fotografia dei tre soci fondatori, Alessandro Comandini, Stefano London e Alvaro Palma, con l’intento di promuovere la cultura dell’immagine e creare un punto di aggregazione e dibattito sulla fotografia a Cisterna di Latina.

Perché 100ASA?
100ASA è un chiaro riferimento alla fotografia analogica, con la quale tutti e tre, fotograficamente parlando, siamo cresciuti ed è al contempo un acronimo dei nostri nomi di battesimo. Ci è sembrato coerente e, in fondo, simpatico.

Quali sono le finalità di 100ASA?
La nostra è un’associazione culturale senza fini di lucro e, dopo aver sbrigato le inevitabili pratiche (e spese) burocratiche, abbiamo iniziato a lavorare alla sede dell’associazione. Abbiamo scelto un vecchio garage in disuso al centro del paese e, rimboccateci le maniche, abbiamo iniziato a ristrutturarlo. Un lavoro non da poco, che ci ha impegnato per quasi un anno, ma c’è da dire che abbiamo rifatto tutto, dal pavimento all’impianto elettrico. L’intento è stato quello di creare non soltanto un luogo di incontro per svolgere le attività di divulgazione che abbiamo in cantiere (tra cui corsi di fotografia, mostre, concorsi), ma di poter utilizzare il locale come una piccola, ma ben attrezzata, sala di posa.

Avete ricevuto incentivi o appoggi per intraprendere questa iniziativa?
No, nessun incentivo da parte di enti pubblici o privati. Ci siamo autofinanziati. In questi giorni stiamo sbrigando le pratiche per iscriverci al registro regionale delle associazioni. In futuro contiamo di poter finanziare l’associazione attraverso i corsi e le attività che organizzeremo. Non abbiamo fini di lucro, ma il pareggio di bilancio dovrà per forza di cose essere un nostro obiettivo.

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Come vi ponete nel dibattito tra digitale ed analogico? E’ vero, a vostro avviso, che l’analogico è destinato a morire?
Speriamo proprio di no, anzi, pensiamo che l’analogico avrà un futuro molto più roseo di quanto i primi anni, dopo l’avvento del digitale, avevano lasciato immaginare. Naturalmente, se parliamo di numeri, il grosso delle immagini saranno scattate in digitale, ma una nicchia di mercato e visibilità la pellicola se la sta pian piano ricavando. Nicchia non soltanto di professionisti (pensiamo alla fotografia d’autore), ma anche di appassionati che, attraverso l’analogico, stanno riscoprendo i tempi lunghi della slow-photography, il momento della progettazione fotografica, del confronto con i limiti del supporto e il piacere della stampa in camera oscura.

Cosa consigliate a chi vuole sviluppare per conto proprio?
Nella sede dell’associazione non abbiamo una camera oscura, ma Alessandro ne ha attrezzata una in un capannone ed è lì che stampiamo. Per lo sviluppo dei negativi, invece, non ci sono problemi: basta chiudersi in bagno di notte! Naturalmente consigliamo a tutti gli appassionati di attrezzarsi e provare a stampare le proprie fotografie. Oggi trovare buoni ingranditori usati è facile ed i prezzi sono decisamente convenienti. Diverso il discorso per i materiali: la carta costa molto e la scelta non è ampia come alcuni anni fa. Per risparmiare ci si può limitare a sviluppare il negativo, scansionarlo, fare delle stampe digitali e, in un secondo tempo, entrare in camera oscura per stampare i fotogrammi migliori. In poche parole si tratta di usare il digitale per fare i provini di una volta e magari approfittarne per elaborare qualche fotogramma al computer.

Programmi e desideri per il futuro?
Speriamo di concludere presto i lavori della sede e partire subito con i corsi e le attività in cantiere ma, soprattutto, ci piacerebbe che 100ASA diventasse un punto di riferimento e un luogo di incontro per quanti amano la fotografia, partendo proprio dalla riscoperta della fotografia analogica e dal contatto con i materiali.

(ndr. Le foto presenti nell’articolo sono scattate da 100ASA, sono due foto da un loro set a tema è “choosy”)

Alessandro Lannocca

Nasce a Saluzzo ma ora vive un po' a Polonghera e un po' a Cuneo, dove lavora e studia. Incontra la fotografia analogica in uno splendido corso durante l’inverno del 2008 passato a Madrid (in Erasmus) col prof. Guillermo, in cui ha l’occasione di sperimentare pellicole, liquidi ed ingranditori. Da allora scatta, stampa, scrive.

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