Focus on

Giacomo Frullani

È la volta di Giacomo Frullani.

Parlaci un po’ di te.
Vivo e lavoro a Trieste. Le mie più grandi passioni sono i viaggi e la fotografia.
Per quest’ultima ho da sempre avuto una grande passione, ereditata da mio padre, anch’egli fotografo. Sono sempre stato circondato da fotografi e attrezzature fotografiche e ho scoperto sin da piccolo il fascino della fotografia e della camera oscura, che ancora oggi mi appassionano attivamente.

Perché hai scelto la fotografia analogica?
Perché solo l’analogico mi permette di esprimermi pienamente. L’analogico impone di “rallentare” e di pensare allo scatto.
Ultimamente, dopo una parentesi digitale, ho ripreso a fotografare esclusivamente in analogico, relegando il digitale a lavori su commissione, per i quali è essenziale un riscontro immediato.

Cosa ti piace fotografare?
Ciò che mi permette di raccontare una storia: da piccole scene di vita quotidiana a paesaggi e ritratti, in posa e non.
Sono particolarmente interessato alla fotografia di viaggio e alle abitudini della vita di ogni giorno in luoghi lontani.

Quali sono le tue macchine fotografiche?
Utilizzo diversi tipi di formati, dal 35 mm al grande formato, a seconda del tipo di fotografia che intendo fare e del soggetto. All’estero preferisco viaggiare leggero e ultimamente utilizzo fotocamere a telemetro, Leica e Mamiya, mentre per i ritratti o lavori in studio preferisco utilizzare il sistema Hasselblad, che con il suo formato quadrato porta a comporre più formalmente.

La fotografia che ti piacerebbe fare.
Non saprei rispondere. Mi viene in mente la risposta di Imogen Cunningham quando le chiesero quale delle sue foto preferisse: “The one I’m going to take tomorrow”.

Hai un fotografo preferito?
Penso che conoscere i lavori di altri fotografi aiuti a essere più autocritici verso il proprio lavoro e a trarne ispirazione. Tra i miei preferiti figurano i classici della reportagistica come Bresson, Erwitt e Koudelka, ma seguo molto anche Salgado e McCurry.
Tra gli italiani, Ferdinando Scianna e Gianni Berengo Gardin, che ho avuto la fortuna di conoscere di persona.

Una bella foto deve…
Essere tecnicamente corretta ma, soprattutto, deve saper raccontare una storia.

Sito web: giacomofrullani.com
 

Alessandro Pancosta

Ho superato già da qualche anno i 30 anni, sono un freelance graphic designer. Dopo 9 anni passati a Torino sono tornato a vivere in Puglia, in provincia di Brindisi, nel mio amato Salento. Mi sono avvicinato alla fotografia circa 6 anni fa, ma da 3 anni scatto prevalentemente in analogico.

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