Tobia Faverio - Focus On Iso400

Focus on

Tobia Faverio

Ciao Tobia, parlaci un po’ di te.
Sono nato a Milano nel 1994 e dopo aver vissuto l’infanzia tra le colline dell’Oltrepò Pavese mi sono trasferito con la mia famiglia in un casale poco fuori Perugia. Dopo una breve parentesi tra Londra e Eindhoven durata in tutto circa un’anno ho deciso di iscrivermi alla facoltà di filosofia, mi sto laureando a Torino con una tesi di estetica su Luigi Ghirri.

Perché hai scelto la fotografia analogica?
Il mio incontro con la fotografia analogica è stato inizialmente casuale. Non sapevo cosa regalare a mia sorella Matilde per Natale e a Portobello Market ho trovato una Praktica analogica ad un prezzo che non pensavo si potesse comprare una macchinetta fotografica. Da lì a poco insieme a due amici con cui ho sempre condiviso la passione per la fotografia ho cominciato a scattare in pellicola utilizzando la Praktica di Portobello.
Inizialmente utilizzavo l’analogico per divertimento, per sperimentare e per stare in giro tutti insieme a fotografare. Solo in un secondo momento ho cominciato a interrogarmi sull’utilizzo della pellicola a discapito del digitale. A oggi posso dire che scatto più dell’80% delle mie fotografie in pellicola: tutti i miei progetti personali sono fatti in analogico. A monte di questa scelta c’è la convinzione di essere maggiormente coinvolto sia tecnicamente che emotivamente nello scatto. L’emozione e la concentrazione che richiede uno scatto in pellicola non è paragonabile all’immediato risultato della fotografia in digitale. Il coinvolgimento emotivo e tecnico che mi ha portato ad abbandonare il digitale in favore della pellicola si trova anche nella fase di sviluppo del negativo. Passare il tempo in camera oscura mi ha portato a soffermarmi maggiormente sull’osservazione delle mia fotografia aiutandomi enormemente sia a capire dove migliorare sia a prendere consapevolezza dei miei progressi. A ciò aggiungo la bellissima sensazione di condividere questa passione con altri amici, che ci porta spesso a confrontarci e a stimolarci per i prossimi progetti.

Cosa ti piace fotografare?
Essendo cresciuto in collina mi appassiona la vita di campagna quindi natura, paesaggi, animali e persone. Inizialmente avevo grosse difficoltà a fotografare le persone quindi le mie foto erano esclusivamente di animali e paesaggi. Poi dopo essermi avvicinato alla street photography ho deciso di fotografe le persone in contesti bucolici facendo così coincidere la passione per la vita di campagna e quella per la fotografia di strada. Le classiche gite fuori città con i miei amici (che sono il 90% dei miei soggetti), dove spesso si creano le situazioni improvvisate (per questo più vere) sono le scene che preferisco fotografare: paesaggi, persone, animali, feste, serate, strutture semi abbandonate e natura incontaminata.

Quali sono le tue macchine fotografiche e che pellicole utilizzi?
L’attrezzatura che utilizzo dipende dalla situazione che ho intenzione di fotografare. Ho sempre con me una Yashica T4 caricata solitamente con un Kodak Colorplus 200. La “compattina” automatica con le sue misure tascabili mi permette di inserirmi nelle situazioni senza particolari preoccupazioni e con grossa facilità di movimento. Se invece decido di andare a fare una sessione di scatti in campagna dove le situazioni che fotografo sono più statiche utilizzo la mia Rolleicord con il treppiedi. I rullini che uso sono molto vari: se posso scelgo i Kodak Portra (solitamente il 160iso), altrimenti scatto rullini scaduti.
L’ultima opzione che utilizzo (anche se non è minimamente gerarchica come divisione) è una Leica M6 caricata solitamente con pellicola in bianco e nero (90% delle volte Kentmere). Mi piace portarmela in situazioni versatili (posti semi abbandonati, serate particolari, sessioni di street e camminate in campagna) in cui vado apposta a fotografare. Diciamo che la Leica è la mia soluzione preferita, la perfetta via di mezzo (dal punto di vista della praticità e della versatilità) tra le altre due macchine.

La fotografia che ti piacerebbe fare.
Una fotografia sincera, giovane, che rispecchi le emozioni di quest’età.

Hai un fotografo preferito?
Non ho un fotografo preferito, ho diversi riferimenti enormemente in contrasto tra loro, i primi a cui penso sono: Boogie, Stacy Kranitz, Koudelka e Ren Hang.

Una foto deve…
Rappresentare un’emozione.

Sito web: instagram.com/_ilbarlafus | tobiafaverio.com
 

Alessandro Pancosta

Ho superato già da qualche anno i 30 anni, sono un freelance graphic designer. Dopo 9 anni passati a Torino sono tornato a vivere in Puglia, in provincia di Brindisi, nel mio amato Salento. Mi sono avvicinato alla fotografia circa 6 anni fa, ma da 3 anni scatto prevalentemente in analogico.

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