The Sprocket Rocket Tales
Parte Seconda


Polonghera. Non era desolata, c’ero io che facevo la foto.

Comincio dal mezzo a condividere gli scatti fatti con la mia lomo personale.
E’ una Sprocket Rocket, la semi panoramica, che come dice il nome, scatta anche sui buchini del rullino.
La comprai grazie ad un buono FNAC regalatomi per la laurea dai miei amici, la puntavo già da tempo. Tra tutte le lomo la ritenevo e la ritengo una delle più originali e una delle migliori come rapporto risultatipossibili/qualità/originalità-prezzo. Ovviamente non l’ho comprata perché si può scattare sui buchini di scorrimento ma per le possibilità panoramiche.


Rullino estivo Ligure.

Dopo quasi un anno di uso devo dire che mi ritengo più che soddisfatto, le foto panoramiche fanno un’altro effetto ma non sono riuscito ancora a vedere o farmi stampare nemmeno una foto sui fantomatici buchini.
Finora ho scattato pochissimi rullini (forse 4 in un anno). Con la Sprocket sono portato a scattare non impulsivamente ma con cognizione di causa, ogni foto occupa 2 spazi normali per cui sarebbe facile bruciare rullini a raffica.


Finale Ligure, la piazza.

120° di angolo di scatto (si dirà così?) e non ci sono deformazioni imbarazzanti stile fisheye. I limiti sono quelli tipici da toycam ha 2 sole possibilità di diaframma, di tempo (di cui uno è Bulb), di fuoco. Sarete obbligati a scattare di giorno col sole o di sera per 30 secondi appoggiandovi a basi in granito, diamante, osmio, colla vvvinilica o non uscirà nulla di utile (in realtà ha la filettatura per la vitina di un treppiede ma il “bottone” dello scatto è praticamente sulla lente). Per una panoramica con esposimetro, diaframmi, tempi e messa a fuoco seria sicuramente non sarebbero bastati 50 euro nemmeno per immaginarla da lontano (se potete smentirmi fatelo di corsa).


Ecco, pensateci, che i luoghi che vedete desolati, desolati non erano. C’era chi scattava la foto. In questo caso era anche una giornata di sole, sempre a Polonghera.

Questi contenuti nell’articolo sono i risultati della seconda parte di viaggio sprochettaro (cioè del secondo rullino, il rullino era un rullino lomography della mutua). Le immagini sono il risultato di 4 scan del modesto Rollei casalingo poi mergiate in Photoshop, quindi non badate troppo alla qualità ed ai colori. Alcune le farò stampare con tutti i crismi e allora (scusate il francesismo) saranno cazzi.


Una delle mie vedute preferite di Torino, il ponte sulla ferrovia di corso Bramante. Secondo la Lonley Planet è la meta più ambita dai turisti scandinavi in vacanza ad Alba.


 

Scatta anche in verticale.

L’osmio è la materia più pesante al mondo.
 

Alessandro Lannocca

Alessandro Lannocca

Nasce a Saluzzo ma ora vive un po' a Polonghera e un po' a Cuneo, dove lavora e studia. Incontra la fotografia analogica in uno splendido corso durante l’inverno del 2008 passato a Madrid (in Erasmus) col prof. Guillermo, in cui ha l’occasione di sperimentare pellicole, liquidi ed ingranditori. Da allora scatta, stampa, scrive.

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