Sara Rinaldi - Focus On Iso400

Focus on

Sara Rinaldi. We Are Nowhere and It’s Now

Ciao Sara, parlaci un po’ di te.
Di giorno mi nascondo sotto chili di capelli che tutti pensano siano neri. Di notte esco.
Non riesco a stare ferma troppo a lungo in un posto, al momento sopravvivo tra Milano, Bologna, Lucca e ,ogni tanto, Roma.
Perdo e rompo tante cose e spesso mi sveglio con i lividi perché la notte inciampo e cado.

Perché hai scelto la fotografia analogica?
Per tremila motivi, semplicemente è il mezzo che più mi si addice. E poi in tutte le foto che faccio mi piace ci sia quella patina di nostalgia più o meno esplicitata. Nostalgia di qualcosa che spesso è totalmente imprecisato.

Parlaci del tuo progetto “We Are Nowhere and It’s Now”.
In questi frammenti di provincia non ci sono né un tempo né un luogo precisi. I corpi che ho fotografato sono sospesi, incastrati in una giornata che sembra ripetersi all’infinito senza possibilità di uscita. Ragazzi in attesa di un riscatto, forse. Il mondo al di là della rete è a portata di mano ma allo stesso tempo troppo spaventoso e scomodo per farne parte veramente. Così, con l’illusione di muoverci, ci si perde in palliativi, coccolandoci, all’apparenza indolenti, in un eterno ritorno a ciò che conosciamo meglio. Non siamo da nessuna parte ed è adesso.

We Are Nowhere and It’s Now è un progetto (ancora in corso) sulla provincia come stato mentale. La palude delle cose che non cambiano mai, il perdersi, il continuo aspettare qualcosa di imprecisato, i soliti amici, i soliti guai, il profondo senso di attaccamento a un luogo, l’incapacità di andarsene, il sentirsi come in un jumanji infinito.

Quali sono le tue macchine fotografiche e che pellicole utilizzi?
Uso varie canon analogiche più varie point and shoot (che cambio in continuazione perché le rompo durante serate, concerti e camminate storte su asfalto o san pietrini di varie città).
Rullini di tutti i tipi, in genere quelli più economici, quando posso Portra 400, Cinestill e co.

La fotografia che ti piacerebbe fare.
Il tipo di foto che non voglio cancellare dal pc dopo due mesi. Un giorno vorrei scattare foto che dicano qualcosa di contemporaneo del mondo in cui siamo immersi, foto che non siano solo estetica.

Hai un fotografo preferito?
Ne ho tantissimi ma i tre che mi hanno smosso verso un certo tipo di fotografia sono Ryan Mcginley, Nan Goldin e Ren Hang.

Prossimo progetto?
Sto continuando a lavorare a un paio di progetti legati al tema dell’adolescenza.

Sito web: instagram.com/ccoconutskinss | flickr/sararinaldi
 

Alessandro Pancosta

Ho superato già da qualche anno i 30 anni, sono un freelance graphic designer. Dopo 9 anni passati a Torino sono tornato a vivere in Puglia, in provincia di Brindisi, nel mio amato Salento. Mi sono avvicinato alla fotografia circa 6 anni fa, ma da 3 anni scatto prevalentemente in analogico.

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