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Lo svliluppo fai da te, la pellicola.

Inizio questo articolo con due utili suggerimenti.
Qui sul sito Ornano potete scaricare delle guide ai prodotti chimici Ornano, con ottimi suggerimenti riguardo allo sviluppo e stampa. Da qui invece una guida completa amatoriale.
Ringrazio ovviamente la Ornano per le informazioni che sono validissime e autorevolissime e l’autore della seconda guida (anche se non ho ben capito chi sia) e Paro che me l’ha segnalata.

Ora passiamo allo sviluppo.

Una “Changing Bag” o camera oscura portatile.

Prima di svliluppare e di preparare i liquidi dovrete sistemare il rullino nel tank. All’inizio la procedura può sembrare estremamente complicata e spesso spaventa dato che deve essere effettuata al buio. Cercate una stanza abbastanza buia o procuratevi un telo nero che non fa passare la luce o meglio, procuratevi una “Changing Bag” o camera oscura portatile, che è poi un tessuto a prova di luce con maniche e lo spazio per gli accessori. Io lavoro in una camera oscura che di giorno non è totalmente buia, quindi lavoro sotto una felpa nera per andare sul sicuro (occhio alla polvere e ai frammenti di tessuto che le felpe si portano dietro).
Per quanto riguarda estrarre la pellicola dall’involucro in cui è contenuto potete fare in due modi o stappate il porta rullino come una bottiglietta di birra o forzate la parte metallica da cui esce il rullino fino a deformare ed aprire tutto; io apro deformando l’involucro anche se si può rischiare di lasciare ditate sulle future foto.
Mettere la pellicola nella spirale del tank è la parte più difficile, non impossibile. Dovrete cercare di centrare la slitta di ingresso della spirale. Una volta che il rullino è entrato in questo spazio basterà far scorrere alternativamente la spirale ed in questo modo tutto il rullino verrà avvolto. Se avete dei rullini inutilizzabili (un consiglio è quello di non buttare mai i rullini sbagliati) provate a infilare la pellicola nella spirale per capire meglio come può essere effettuato il caricamento. In realtà è più difficile da spiegare che provarlo direttamente. Inoltre non so dare suggerimenti su altri tipi di spirali se non su quelle di plastica dato che non ho mai provato le spirali di metallo.
Una volta che la pellicola è nella spirale mettete la spirale nel tank e tappatelo, ora potete riaccendere la luce.

A questo punto è ora di preparare i liquidi, sviluppo, stop e fissaggio.
Ovviamente vi servono contenitori per poter riporre i liquidi sia temporaneamente che per eventuali riusi futuri, è buona norma conservare il più possibile i liquidi che sono riutilizzabili (il fissaggio su tutti). Se non volete comprare dei contenitori ad hoc, vi consiglio le bottiglie d’acqua di plastica; in casa mia vengono usate ed è molto facile trovarne di vuote destinate al cassonetto.
In aggiunta io mi sono preparato e tenuto da parte 3 contenitori temporanei tagliando a metà le bottiglie di plastica da un litro e mezzo, in cui vado a mettere i liquidi pronti per l’uso, utilizzando la metà inferiore. Siccome il tank da due spirali contiene circa 0,5 litri di liquidi, metà bottiglia di plastica è sufficiente per lo scopo, inoltre queste mezze bottiglie sono estremamente comode da riempire, versare e pulire.
Il liquido di sviluppo, a meno che non sia usa e getta, sarebbe meglio tenerlo in una bottiglia a soffietto, quelle da cui si può espellere l’aria, per minimizzare l’ossidamento e prolungarne la vita.
Il liquido di stop lo getto dopo l’uso (essendo solo acqua con un pò di aceto).
Il liquido di fissaggio lo tengo in una normale bottiglia di plastica.
Ricordate di portarvi del detersivo per i piatti se non avete liquido imbibente.

Per la diluizione dei liquidi vi rimando alle guide e alle indicazioni che troverete sulle confezioni dei chimici. Per esempio se lo sviluppo è da diluire 1+7 vuol dire che il liquido sarà preparato con una parte di sviluppo più 7 parti di acqua (50 ml sviluppo + 350 ml acqua). E’ necessario quindi avere un cilindro graduato per misurare, in modo da fare delle diluizioni esatte. Riguardo al liquido di stop ne metto un tappo circa indipendentemente dalla quantità di acqua. Come ho già detto l’altra volta, alcuni usano il liquido imbimente e l’acqua distillata per il lavaggio finale, per evitare il calcare, io lo proverò presto, dovrebbe essere una soluzione valida.

Una delle variabili più importanti è la temperatura, solitamente si lavora sempre a 20° circa. Per preparare i liquidi io mi metto da parte una bottiglia o due di acqua a 22°-23° circa, misurando con il termometro e regolandola direttamente dal rubinetto. Nel tempo che passerà tra la preparazione dei liquidi e l’uso durante lo sviluppo probabilmente (se non è il 15 di agosto) la temperatura dell’acqua arriverà a 20°-21° (se è il 15 di Agosto e fa molto caldo vale l’inverso, acqua a 18°-19°); in sostanza regolatevi a seconda della temperatura esterna.

Ora finalmente si può cominciare con il processo di sviluppo. I tempi li trovate sulle confezioni dei liquidi, spesso si hanno i riferimenti per tutti i tipi di pellicola da sviluppare. Io con un liquido di siulppo Ornano Gradual ST 20 e pellicola ILFORD HP5 400 ISO avevo 12″ minuti per lo sviluppo. Una volta versato lo sviluppo nel tank parte il cronometro e come indicato su tutte le guide bisogna procedere con l’agitazione per i 15 secondi iniziali e poi per 10 secondi ogni minuto successivo; oltre ad agitare il mio prof. spagnolo di fotografia consigliava di dare un colpo al tank sbattendolo nel lavandino a ogni agitazione, tutto per uniformare lo sviluppo.
Subito dopo lo sviluppo vuotate il tank e procedete con il liquido d’arresto, io lo tengo 2-3 minuti con qualche agitazione.
Poi si passa al fissaggio, per i tempi di nuovo potete trovare le informazioni presenti con i liquidi.

Dopo il processo si procede con il lavaggio, a questo punto sulla pellicola si possono già vedere le foto (se non avete fatto danni). Il lavaggio deve essere abbondante. Il processo si conclude con del detersivo per piatti o delle goccie di liquido imbibente in acqua distillata, per essere sicuri di evitare il calcare.

Terminato il lavaggio potete appendere il rullino bagnato e sviluppato in un locale possibilmente poco polveroso con 2 pinze all’estremità per non farlo arricciare e lasciarlo ad asciugare.

Le immagini dei rullini sono scan di pellicole che ho sviluppato.
 

Alessandro Lannocca

Nasce a Saluzzo ma ora vive un po' a Polonghera e un po' a Cuneo, dove lavora e studia. Incontra la fotografia analogica in uno splendido corso durante l’inverno del 2008 passato a Madrid (in Erasmus) col prof. Guillermo, in cui ha l’occasione di sperimentare pellicole, liquidi ed ingranditori. Da allora scatta, stampa, scrive.

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Comments (3)

    1. Per il momento non l’abbiamo ancora provato ma grazie al tuo commento e ad un interessante post di Pretty in Mad la curiosità di provare è già tanta e sicuramente ci proveremo prima o poi.