Tutorials

Lo sviluppo fai da te, primi passi.

Comincio con questo una serie di articoli sullo sviluppo fai da te di fotografie analogiche.
Parto ovviamente dalla mia esperienza sperando di essere d’aiuto, di incuriosire o quantomeno di far trovare interessanti gli argomenti trattati.

Sono partito dalla constatazione che non esistono molte “guide” o molti articoli o serie di suggerimenti strutturati sullo sviluppo fai da te. Sono più numerosi i forum su quali si capita quando si cerano informazioni.
Cercherò quindi di essere utile, semplice senza la pretesa di essere “scientifico”; è tutto frutto della mia personale esperienza di amatore/principiante.
Ovviamente sono ben accetti tutti i tipi di commenti, e tutti gli scambi di suggerimenti che possono uscire fuori per l’occasione.

Partiamo.

Comincio dicendo che innanzi tutto sviluppare per conto proprio pellicole e poi fare copie su carta fotografica (in bianco e nero) non è nulla di impossibile e di così inarrivabile. Se paragonate le soddisfazioni con la buona dose di pazienza, di precisione e di fatica da mettere in campo non c’è partita, una volta cominciato a sviluppare poi non avrete più l’intenzione di smettere.

Attenzione però perchè tutto ciò può essere dannoso per le vostre tasche, sopratutto se vi fate prendere troppo dalla mania di shopping compulsivo analogico e non badate troppo a ciò che acquistate.

Per prima cosa ovviamente si può cominiciare a sviluppare i rullini negativi di pellicola 35 mm in Bianco e Nero, il processo infatti non richiede attrezzatura troppo costosa e complicata e non necessita di un’apposita camera oscura.

Le cose che saranno da comprare sono: un tank per sviluppo dei rullini, liquido di sviluppo, liquido per lo stop, liquido per il fissaggio, 2 mollette, un termometro.

Tank per lo sviluppo di negativi.

Io personalmente uso l’aceto di vino bianco (quello delle peggiori marche che tutti usano solo per rimuovere calcare e non per condire l’insalata) come liquido di stop, molte guide suggeriscono di usare l’acido acetico, forse è la scelta più corretta e più pulita. Io usando l’aceto ho risparmiato soldi e non ho incontrato grossi problemi. All’epoca del mio erasmus facevo un corso di fotografia in cui andavamo in camera oscura a sviluppare, avevamo sempre usato l’aceto e non avevamo mai incontrato problemi; le pellicole allora sviluppate e anche le foto a due anni di distanza si trovano in perfette condizioni.

Ho letto anche che sarebbe necessario un liquido “Imbibente” per limitare il più possibile la formazione di calcare durante l’asciugatura. Sicuramente è fondamentale lavare un pò la pellicola, anche solo con detersivo per piatti, alla fine del processo di sviluppo. Questo l’ho imparato a mie spese perchè una volta dopo aver lavato molto approssimativamente un mio rullino sono poi comparse parecchie macchie dopo l’asciugatura.

Non avete bisogno di camera oscura ma dovrete utilizzare per il processo un lavandino con acqua corrente calda, ne avrete molto bisogno. Quindi mettetevi in una stanza con un lavandino comodo, ampio, in cui muovervi agilmente e appoggiare oggetti da tenere a portata di mano.

Nel prossimo articolo il processo di sviluppo della pellicola.

Si ringrazia nikonclub.it per l’immagine in evidenza.

 

Alessandro Lannocca

Nasce a Saluzzo ma ora vive un po' a Polonghera e un po' a Cuneo, dove lavora e studia. Incontra la fotografia analogica in uno splendido corso durante l’inverno del 2008 passato a Madrid (in Erasmus) col prof. Guillermo, in cui ha l’occasione di sperimentare pellicole, liquidi ed ingranditori. Da allora scatta, stampa, scrive.

Leave a Comment

Please copy the string nNBYva to the field below:

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.