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Lo sviluppo fai da te, la stampa della copia – Preparazione.

Dopo aver mosso i primi passi e quindi sviluppato la pellicola ora è il momento di stampare le vostre foto in bianco e nero.

Questa è la fase che richiede più attrezzatura, più spazio e più attenzione; sicuramente è quella che dà più soddisfazione. Non pensate sia impossibile, con un pò di pratica si possono ottenere subito buonissimi risultati.

Ingranditori Lupo
Locandina pubblicitaria di due ingranditori Lupo

Per la stampa di foto da pellicola vi servirà per prima cosa un ingranditore. L’ingranditore non è altro che quell’attrezzo in cui metterete la pellicola e che una volta acceso vi permetterà di proiettare sulla carta fotografica il negativo della vostra foto (che sviluppata si trasformerà in positivo).
Trovare un ingranditore non è la cosa più banale del mondo, sopratutto se volete partire con prudenza senza spendere un capitale; se invece potete e volete spendere un capitale smettete di leggere e andate ad acquistare tutto il negozio di fotografia più vicino, poi mandate qualcosa a Torino.
A volte gli ingranditori si trovano usati nei siti di annunci, magari su ebay; personalmente non so dire quale sia la strada migliore per cercarlo, di certo è sempre meglio poter provare prima di acquistare per poi non ritrovarsi con oggetti rotti ed inutilizzabili.
Come provare l’ingranditore: verificate che si accenda la lampadina, che emetta luce e che una volta inserito e fissato un rullino sia possibile mettere a fuoco l’immagine (e che l’immagine risultante sia umanamente intelleggibile).
Capita anche (raramente) che qualcuno abbia ingranditori in cantina e decida di regalarveli (a me è capitato così), in questo caso prendete tutto quello che vi offrono e non dimenticate di ringraziare. Ho notato che se il mercato delle macchine fotografiche analogiche è vivo ed interessante il mercato degli ingranditori forse non esiste nemmeno (sarà un’impressione sbagliata? Aspetto di essere smentito).

Subito dopo l’ingranditore vi servirà della carta, questa è facile da trovare nei negozi di fotografia specializzata (o magari su internet). Ilford domina il mercato e (per la mia esperienza) produce ottima carta. La scelta tra i vari tipi di carta può essere guidata dai vostri gusti, lucida, opaca, baritata ecc… Io ho cominciato con quella che costava di meno, in comodi pacchetti da 25 fogli. In ogni pacchetto di carta acquistata troverete tutte le indicazioni (tempi, diluizioni e temperature) relative alle accoppiate liquidi-carta (così come sui liquidi trovate indicazioni relative alle varie tipologie di carte) quindi l’unico consiglio che vi posso dare è: se volete usare più carte non confondetele tra di loro o sballerete i tempi. Il pacchetto di carte (siano in simil-buste, siano in simil-scatoline) contiene il librettino con le istruzioni e le carte custodite in una busta plasticosa; è importantissimo evitare di esporre alla luce la carta al di fuori di quella busta, anche se chiusa nel pacchettino di cartoncino. La busta plasticosa è un filtro che eviterà alla carta di impressionarsi (è come se fosse il guscio del rullino). Ovviamente evitate di conservare la carta al sole, seppur confezionata a dovere.

I liquidi li trovate negli stessi negozi un cui avete trovato le carte, in polvere, concentrati o pronti all’uso, non saprei dirigervi verso un tipo piuttosto che un’altro (come sopra, può essere questione di gusti), alcuni sconsigliano lo sviluppo in polvere; io per i primi esperimenti ho preso i botticini più piccoli (250ml) che ho riusato e che riuso da diverse volte; come per la pellicola anche qui il riciclo dei liquidi è più che consigliato, per le vostre tasche e per il buon senso. In realtà il liquido che dovrete per forza comprare ex-novo è il liquido di sviluppo per carta (diverso da quello per pellicole), per il liquido di stop io mi affido a un tappo d’aceto in molta acqua, il fissaggio può essere lo stesso usato per la pellicola. Come per le pellicole si lavora a 20° (25° se volete risparmiare alcuni secondi per copia). Per lavare la carta potete usare del detersivo per piatti.

Altri attrezzi fondamentali sono: le vasche in cui mettere i liquidi di sviluppo (meglio prendere bacinelle apposite nei negozi di fotografia e non arrangiarsi con quello che trovate per casa per poter effettuare con correttezza i processi e non vedersele consumate con i chimici), i filtri per l’ingranditore (che vi permetteranno di regolare il contrasto delle vostre immagini), un termometro, filo e pinzette (per poter stendere le immagini ad asciugare, a meno che non vogliate investire su un essiccatore per carta fotografica) e un paio di forbici.

Il luogo dove la stampa delle vostre fotografie in bianco e nero avviene è la camera oscura, dotata della famosa lampadina rossa (quella che veramente crea l’atmosfera unica da vera camera oscura). Io ho avuto la fortuna di trovare un assistente prezioso in mio fratello Federico che ha allestito e sistemato per bene la camera e tutte le parti elettriche degli ingranditori; il “tocco professionale” è stato fissare con un sostegno e collegare con un comodo interruttore a muro la lampadina rossa. Non è facile allestire una camera adatta, dovrete tappare tutti gli ingressi alla luce, meglio quindi se la stanza è senza finestre. Per ciò che riguarda le pareti, più sono scure meglio è. Non è fondamentale che siano proprio tutte nere, io sviluppo in una stanza con il soffitto bianco ma ciò non ha influenzato il mio lavoro, ovviamente è meglio evitare pareti lucide riflettenti la luce rossa potrebbe trasformarsi in qualcosa di dannoso.
Per testare l’oscurità della vostra camera piazzatevi dentro con tutte le luci spente e le finestre chiuse, se anche dopo qualche minuto che i vostri occhi si sono abituati continuate a vedere poco o nulla vuol dire che avete fatto un buon lavoro. Un altro test , più accurato, è quello che si effettua con la carta fotografica; appoggiate la carta con la parte sensibile verso l’alto nella camera “in funzione” (solo luce rossa accesa), mettendoci sopra una moneta ; dopo una mezz’oretta (o più) sviluppate quella carta, se viene fuori la traccia della moneta c’è qualcosa che non va, altrimenti, se rimane bianca, la vostra camera è a prova di luce.
Buona norma è che ci sia un rubinetto nella stanza o in una stanza facilmente raggiungibile; dovrete lavorare abbastanza con l’acqua e più fate strada più sono le possibilità di fare casino.

Un’altra cosa importante è salvaguardare i propri occhi, la propria pelle e le proprie vie respiratorie con guanti, occhiali e mascherina; se i liquidi per la pellicola stanno nei tank e si maneggiano relativamente poco qui i liquidi sono all’aria aperta e sempre pronti a schizzare negli occhi, potranno non essere mortali ma possono essere molto dannosi; gli incidenti in una lavorazione abbastanza movimentata possono capitare.

Le immagini sono state sviluppate da me in camera oscura (tranne quella degli ingranditori, per la quale ringrazio Google Immagini). Nella prima in alto alcuni Multiamici ad una Multifesta, più in basso il cantante del gruppo La Macabra Moka fotografato mentre suona il kazoo in radio al “103 Rock n’Roll Show”. Nell’ultima immagine la mia ragazza e i suoi occhi (la pellicola era a colori).
 

Alessandro Lannocca

Nasce a Saluzzo ma ora vive un po' a Polonghera e un po' a Cuneo, dove lavora e studia. Incontra la fotografia analogica in uno splendido corso durante l’inverno del 2008 passato a Madrid (in Erasmus) col prof. Guillermo, in cui ha l’occasione di sperimentare pellicole, liquidi ed ingranditori. Da allora scatta, stampa, scrive.

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Comments (3)

  1. ciao!
    mi sto avvicinando al mondo del 6×6 e leggendo il tuo articolo mi son chiesto se esistesse :un ingranditore per stampe 50x70cm (penso dipenda dalla distanza giusto?)
    e due una carta fotografica cosi grande!!
    dove la trovo?

    graziee!!

    1. Tecnicamente potrebbero esistere e si, la grandezza dipende dalla distanza; immagino che un ingranditore che funzioni per quelle dimensioni abbia un prezzo notevole, e per il sistema di messa a fuoco e per lenti-lampada-obiettivi. Tecnicamente però è sicuramente fattibile, forse anche con uno non proprio pensato per quelle dimensioni; io ho provato con il mio a proiettare da una grande distanza su una parete laterale e a quanto ricordo è un casino mettere a fuoco.
      La carta sicuramente esisterà (non oso immaginarne il prezzo), di conseguenza ci sarà il problema di come svilupparla cioè di come lavorarla con i liquidi (ci vorrebbe un sacco di sviluppo o una bacinella enorme, immagino che per queste dimensioni però ci sia una diverso modo di lavorare dall’immersione in bacinella).
      Io per il momento a Torino ho comprato tutto in un noto negozio di fotografia in centro, dove hanno proprio tutto l’indispensabile, con una buona scelta. Non so dove abiti tu ma sicuramente nelle grandi città negozi del genere esistono. Su internet non mi sono ancora addentrato nello specifico ma si troverà di sicuro tutto (forse con prezzi ancora più vantaggiosi).
      Ricordo che esisteva un negozio on line, se riesco a ritrovarlo lo linko.

      Grazie del commento e continua a seguirci :)