Iso400 - MANUALE DI FOTOGRAFIA ANALOGICA

Manuale di fotografia analogica

Lo sviluppo della pellicola in bianco e nero

Entriamo ora in camera oscura e vediamo nei dettagli le procedure da seguire per lo sviluppo della pellicola in bianco e nero. Tutte le operazioni che andremo a fare, ad eccezione per il caricamento della pellicola nella spirale, si possono tranquillamente fare con la luce accesa.

Prima di tutto mettiamo a portata di mano tutto il necessario: tank aperta, spirale, forbici.

Prepariamo il nostro rullino, con l’estrattore tiriamo fuori la linguetta della pellicola dal rullino e tagliamo la parte più stretta della pellicola, quella utilizzata per caricare la macchina fotografica, il taglio dovrà avvenire tra un foro e l’altro e non in mezzo ai fori.

Tagliata la pellicola prepariamola per inserirla nella spirale.
La spirale deve essere obbligatoriamente asciutta anche se leggermente umida vi darà grossi problemi nell’avvolgere la pellicola.
Infiliamo la pellicola nella guida e tiriamola fino a superare le sferette (la luce è ancora accesa, estrarre dal rullino solamente la quantità di pellicola necessaria).

Ora spegniamo la luce, al buglio totale facciamo avanzare la pellicola eseguendo i movimenti con le mani avanti / indietro. Consiglio di lasciare la pellicola ancora attaccata al rullino e di tirarla man mano che si avvolge. Se tagliamo la pellicola dal rullino la stessa si avvolgerà su se stessa e potrebbe crearci problemi nel caricamento della tank.

Ora, nel momento in cui la pellicola finisce, continuiamo ad avvolgere affinché tutta la pellicola entri nella spirale.

Avvolta la pellicola nella spirale, la si inserisce all’interno della tank, infilandola nel perno centrale. La spirale va infilata fino in fondo, dopodiché chiudere bene la tank e accendere la luce.

Da questo momento si lavora con la luce accesa, la tank permette l’introduzione dei liquidi e non della luce. Prepariamo sviluppo, arresto (o acqua) e fissaggio. Preparazione e diluizioni sono chiaramente scritte sulle confezioni dei prodotti chimici, la quantità di liquido necessaria la troviamo scritta sotto la tank, dove sono indicati gli ml. necessari in relazione al tipo di pellicola 120 o 135 e al numero dei rullini.

Una volta preparato il tutto accertarsi che la temperatura di sviluppo, arresto e fissaggio sia di 20°. Nelle istruzioni i tempi di sviluppo indicati sono riferiti sempre per un utilizzo dei chimici a 20°; è consentito un margine di errore di +/- 2° io personalmente cerco di mantenermi entro un range di 1°.
L’unico prodotto chimico che influisce sulla resa finale dell’immagine è lo sviluppo, arresto, fissaggio e acqua possono avere anche temperature diverse l’importante che non ci sia uno sbalzo termico eccessivo che potrebbe portare ad una vera e propria reticolazione se non rottura della gelatina che forma l’immagine.

PRELAVAGGIO SI — PRELAVAGGIO NO

Consiste nel fare o meno un prelavaggio di un minuto prima ancora di procedere allo sviluppo. Farlo o non farlo NON influisce sull’immagine, sono due scuole di pensiero diverse, fare un prelavaggio non fa altro che sciogliere lo strato antialone e secondo qualcuno facilità l’azione del rivelatore in quanto essendo la pellicola già bagnata si presta meglio ad essere sviluppata.
Personalmente eseguo sempre il prelavaggio di un minuto per il semplice motivo che sia durante gli studi, sia durante le estati lavorative presso alcuni laboratori fotografici ho sempre avuto a che fare con fotografi che seguivano il prelavaggio.

SVILUPPO

L’azione dello sviluppo è quella di rendere visibile l’immagine, riempire velocemente la tank con lo sviluppo e far partire il tempo. La prima cosa da fare è letteralmente sbattere la tank sul piano di lavoro, questo per fare in modo che eventuali piccole bolle d’aria presenti nel liquido non rimangano attaccate alla pellicola.

AGITAZIONE

Di regola si agita per il primo minuto e poi dieci secondi ogni minuto fino allo scadere del tempo….l’agitazione influisce sulla resa dell’immagine un’agitazione energica se non addirittura continua per tutto il tempo non fa altro che aumentare la densità ed il contrasto del negativo.
Allo scadere del tempo si svuota lo sviluppo e si introduce il bagno di arresto, lo scopo del bagno di arresto è quello di interrompere immediatamente l’azione dello sviluppo. (personalmente eseguo un lavaggio rapi-do riempiendo e svuotando la tank un paio di volte)

FISSAGGIO

L’azione del fissaggio è quella di fissare l’immagine, praticamente tutti gli alogenuri d’argento non impressionati e non sviluppati vengono sciolti. L’agitazione non influisce sulla resa dell’immagine, ma non lasciamo abbandonata la tank, eseguiamo l’agitazione come lo sviluppo 10 secondi ogni minuto.
Personalmente lascio la pellicola immersa nel fissaggio sempre un paio di minuti in più rispetto al tempo indicato dalla confezione specialmente se il fix non è fresco ma è stato già usato.

LAVAGGIO

L’ideale sarebbe lasciare per circa 30 minuti la tank sotto il rubinetto aperto ma il consumo d’acqua diventerebbe eccessivo. Consiglio di usare il metodo Ilford: si riempie la tank di acqua, si eseguono 5 ribaltamenti e si svuota; si riempie nuovamente con acqua pulita 10 ribaltamenti e si svuota, si ripete di nuovo l’operazione con 20 e con 30 ribaltamenti.

IMBIBENTE

Serve ad evitare la formazione di calcare. Apriamo la nostra tank e lasciamola piena di acqua, versiamo alcune gocce di imbibente e agitiamo la spirale con movimenti dall’alto verso il basso, si formerà un bel po’ di schiuma, è normale. Senza rilavare la pellicola prendere la spirale, aprirla e far scorrere lungo la pellicola due dita bagnate di imbibente, a questo punto si appende la pellicola ed aspettare che asciughi. Per appendere la pellicola utilizziamo specifiche pinze e delle semplici molle da bucato da mettere anche sotto per tenere la pellicola perfettamente stesa.

*** CONSIGLI ***
Conviene “sprecare” una pellicola e fare delle prove per caricarla nella spirale, è semplice ma bisogna fare un po’ di pratica con luce accesa, visto che poi il tutto si farà al buio.
Le forbici tenetele in tasca perché così le trovate subito, quando si finisce di avvolgere la pellicola bisogna tagliarla dal rullino.
Se la pellicola non vuole entrare, prima di chiamare in soccorso tutti i santi, è probabile che la spirale sia umida (magari c’è molta umidità nell’aria). Riavvolgete il rullino, accendete la luce e riprovate con calma. Non usate forza rischiate soltanto di rompere la pellicola.

 

Luca Oliani

Classe 1973, a 10 anni quasi per gioco impugna una kodak poket camera 110 e scopre come diventa particolare racchiudere un istante di vita all’interno di un piccolo quadratino. Frequenta le scuole superiori presso un Istituto d’Arte e si diploma in Grafica Pubblicitaria, Fotografia e Cinematografia. Durante gli studi, apprende la varie tecniche di ripresa utilizzando varie fotocamere dal piccolo al grande formato con il banco ottico, ma soprattutto apprende le varie tecniche di sviluppo e stampa in camera oscura sia in bianco e nero che a colori.

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