Iso400 - MANUALE DI FOTOGRAFIA ANALOGICA

Manuale di fotografia analogica

Le pellicole

La produzione di pellicole fotografiche è, da una parte come ovvio che sia, legata alla produzione delle macchine fotografiche (FORMATO), dall’altra allo stile delle foto da ottenere (colore, bianco nero). Partiamo con il formato.

FORMATO

Il formato più conosciuto ed utilizzato nella storia della fotografia e il classico formato Leica noto anche come formato 135 o semplicemente 35mm.
Il fotogramma ha una dimensione di 24x36mm e corrisponde al formato meglio conosciuto come full frame nelle fotocamere digitali.
Questa pellicola è reperibile nei classici rullini da 12, 24 e 36 pose ma anche caricati in bobine: le più classiche hanno una lunghezza di 17 e 30 metri.
Le bobine vengono ricaricate all’interno di specifiche bobinatrici con le quali si ricaricano i rullini vuoti. Vengono venduti rullini vuoti fatti apposta per essere ricaricati, in alternativa si possono riutilizzare i rullini già sviluppati, l’importante che sia rimasto fuori un piccolo spezzone di pellicola al quale agganciare quello della bobinatrice.

FORMATO KODAK DISC

Dal formato 135 si passa poi dai formati più piccoli a quelli più grandi.
Il più piccolo mai realizzato è stato prodotto dalla Kodak a metà degli anni ‘80 con il nome KODAK DISC, era semplicemente un disco dal diametro di circa 8cm con ai bordi i fotogrammi, questi erano talmente piccoli che già le stampe in formato 10x15cm lasciavano a desiderare, grana evidente e scarsa nitidezza, ovviamente fuori produzione e quasi introvabili.

FORMATO 110

Per ordine di grandezza passiamo al formato 110, con i rullini caricati in cassette/caricatori.
Pellicola molto piccola ma che ha comunque avuto un discreto successo grazie al fatto che le fotocamere erano compatte, sottili quasi tascabili.

FORMATO 126

Pellicola caricata in cassetta di plastica a due bobine, prodotta nei primi anni ’60.
Era caratterizzata dalla presenza di una mono perforazione, questo ha dato la possibilità ai giorni nostri di poter utilizzare, con qualche facile modifica, le vecchie fotocamere 126 con l’attuale pellicola in formato 135.
Fuori produzione, qualche pellicola si trova ancora ma a costi elevati.

FORMATO 127

Pellicola caricata in rulli, a differenza della 126 è priva di perforazione, posteriormente è presente una carta protettiva era possibile scattare foto in diversi formati. Con opportune modifiche le vecchie fotocamere 127 possono essere caricate con i rulli formato 120. Fino a qualche anno fa completamente fuori produzione, attualmente si trova qualcosa anche di fresco. Costi dei rulli elevati.

MEDIO FORMATO

Pellicole in rullo 120 note anche come pellicole medio formato. La pellicola può essere utilizzata in diversi formati tutti con la stessa altezza (6 centimetri) ma con la lunghezza variabile di 4,5cm – 6cm – 7cm – 9cm – 12cm – 17cm in base alla fotocamera utilizzata. Ancora in produzione sono pellicole facilmente reperibili.

PELLICOLE PIANE O A LASTRA

Con il 120 chiudiamo il discorso di rullini per passare ai formati più grandi noti come pellicole piane o a lastra. Queste pellicole che hanno dimensioni che vanno dal 9x12cm al 20x25cm vengono normalmente utilizzate con fotocamere a banco ottico o pinhole.
Le pellicole si caricano singolarmente in chassis, operazione da farsi al buio totale.

Sia il caricamento della pellicola 135 in metri all’interno della bobinatrice, sia il caricamento della pellicola in fogli all’interno degli chassis va eseguito rigorosamente al buio totale, o all’interno di una stanza perfettamente oscurata o in alternativa all’interno di una camera oscura portatile meglio nota con il termine changing bag.

Esempi di camere oscure portatili, le prime due ripiegabili, poco ingombranti e facilmente trasportabili ma poco pratiche e poco capienti. La terza rigida, non trasportabile, più capiente e comoda, molto utile anche per il caricamento delle pellicole per lo sviluppo.
 

Luca Oliani

Classe 1973, a 10 anni quasi per gioco impugna una kodak poket camera 110 e scopre come diventa particolare racchiudere un istante di vita all’interno di un piccolo quadratino. Frequenta le scuole superiori presso un Istituto d’Arte e si diploma in Grafica Pubblicitaria, Fotografia e Cinematografia. Durante gli studi, apprende la varie tecniche di ripresa utilizzando varie fotocamere dal piccolo al grande formato con il banco ottico, ma soprattutto apprende le varie tecniche di sviluppo e stampa in camera oscura sia in bianco e nero che a colori.

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