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La tecnica di sviluppo c-41. Seconda parte

Seconda parte: il procedimento

Ben trovati ragazzi. Avete procurato tutto il necessario?

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Bene, allora adesso siamo pronti per parlare della meccanica del processo di sviluppo C41.
Per prima cosa procedete con il caricare al buio la vostra tank con la/e pellicola/e e iniziate a versare lo sviluppo colore, fate partire il cronometro e tenete la pellicola ammollo per i tempi indicati effettuando una rotazione ogni 30 secondi per 4 secondi consecutivi. Con il vostro termometro tenete la temperatura quanto più costante vi è possibile, mettendo la tank nella bacinella con l’acqua calda a bagnomaria quando questa dovesse essere troppo bassa e scendere al di sotto dei 30° o 38°C , a seconda di quale dei due avete scelto prima di iniziare.
Passato il tempo necessario, riversate lo sviluppo colore nell’apposita bottiglia e svuotate la tank.
Continuate con lo sbianca fissaggio. Versatelo nella tank, fate partire il cronometro, tenete ammollo per il tempo indicato (ricordate che questa volta potete essere più “imprecisi” con la temperatura che può sfasare di ± 5°C ma controllatela comunque!), riversate lo sbianca fissaggio nella sua bottiglia e svuotate la tank.
A questo punto occorre che facciate un arresto di circa 6 minuti sotto acqua corrente ad una temperatura compresa tra i 20° e i 40°C. Non aprite la tank, riempitela d’acqua e svuotate, ripetutamente, fino a che non vedete l’acqua uscire pulita.
Ora siete pronti per versare l’ultimo dei tre bagni. Lo stabilizzatore è una soluzione saponosa che, come dice il nome stesso, serve per stabilizzare i colori sulla pellicola permettendo una conservazione di quest’ultima più duratura nel tempo. Alcuni evitano di farlo, altri dicono che eventualmente si può effettuare anche dopo qualche giorno. Insomma è comunque un passaggio importante se volete che le vostre pellicole resistano al tempo ma non è strettamente necessario farlo subito (io lo faccio e mi tolgo il pensiero!).
Con lo stabilizzatore la storia è la stessa: versate, lasciate ammollo il tempo necessario, riversate nell’apposita bottiglia e svuotate la tank.
Ora dovete nuovamente risciacquare la/e pellicola/e sotto acqua corrente, in questo ultimo caso basta anche 1 minuto solo di risciacquo.
Aprite la tank, tirate fuori il film dalla spirale, sgocciolate e appendete ad asciugare la vostra creatura! Ecco, ora avete finito!
Qualche esempio di quelli che potrebbero essere i risultati con uno sviluppo fatto seguendo tutti i passaggi e restando attenti soprattutto alla temperatura. Ve lo ripeto così spesso perché è questo che evita ogni tipo di errore in fatto di viraggio, dominanti e colori sballati che non rispecchiano affatto lo scatto reale e quello che magari vi aspettavate di ottenere!

Con lo sviluppo a colori potete ovviamente divertirvi anche a trattare pellicole diapositive in processo incrociato (xpro), pellicole che andrebbero cioè trattate con processo di sviluppo E6, ma che in questo modo possono dare invece risultati di colori molto saturi e particolari.
Come questi per esempio…

A questo punto non mi resta che augurare buona fortuna e buon divertimento a tutti!!!!
 

Stefania Notizia

Ho 24 anni, sono nata e vivo in provincia di Napoli, alle pendici del Vesuvio. Ho sempre pensato che i luoghi e le situazioni trasmettano il carattere alle persone già prima che esse vengano al mondo, che esista una sorta di cordone ombelicale con la propria terra, che questo determina il modo in cui ci rapportiamo alla realtà e alle cose. L’amore per la fotografia probabilmente era nel mio dna, credo di averlo ereditato da mio nonno, una delle migliori persone che ho mai conosciuto.

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