Fotografando

Il mio primo disastro analogico – Anno 2000

Scavando nelle scatole e nelle buste di casa dimenticate per molto tempo in angoli remoti, tra vecchi ciapapuer messi a dormire, ci si imbatte in tesori sotto la cui indubbia bruttezza solo noi riusciamo a cavarne fuori il valore.

In casa mia esiste una busta contenete negativi vecchi decenni (che ho rubato da casa dei miei).
Scavando tra questi, pochi giorni fa, sono saltate fuori foto vecchie circa 15 anni. Sono fotografie che scattai durante una gita delle medie, di cui ricordo poco se non il disastro fatto con la macchina fotografica.

Era una gita a Torino, prima media, anno 2000, riesco ancora a sentire il gusto di pranzo al sacco: panino pomodoro-mozzarella (bagnatissmo per colpa della giornata passata chiuso nel cellofan), panino prosciutto e formaggio, merendina e succo alla pera del discount nel cartoccio.

Ricordo che visitammo il parco del Valentino e il colle della Maddalena, ricordo un caldo assurdo e ricordo anche che le foto non vennero molto molto bene.
Dopo aver scattato quasi tutto il rullo, siccome la pellicola non girava più, mi venne la brillante idea di aprire lo sportello dietro senza riavvolgere nulla. In questo modo la pellicola tesa si riarrotolò per un pezzo ed ovviamente entrò una montagna di luce. A quel punto, dato che la pellicola avanzava ancora, decisi di rimettermi a scattare (quindi sovra-esposizioni a manetta).
L’unica cosa che non ricordavo era di aver messo il dito davanti a quasi tutte le foto; riassunto: non date in mano una macchina fotografica ad un tredicenne pasticcione.

Punto a favore: non sembrano esserci le classiche foto fatte dal pullmann. Succedeva sempre al ritorno quando mancando una decina di foto alla fine del rullo; prendeva a tutti la smania da reporter e la voglia di portare a sviluppare subitissimo le foto.

Comunque, nonostante questi grossi pasticci a me queste foto piacciono; cari lettori beccatevi sti effetti sparafleshi e questo rullo incidentato di 15 anni fa.

Il rullino era un ILFORD color 100

Alessandro Lannocca

Nasce a Saluzzo ma ora vive un po' a Polonghera e un po' a Cuneo, dove lavora e studia. Incontra la fotografia analogica in uno splendido corso durante l’inverno del 2008 passato a Madrid (in Erasmus) col prof. Guillermo, in cui ha l’occasione di sperimentare pellicole, liquidi ed ingranditori. Da allora scatta, stampa, scrive.

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