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I tre giorni di Boise – Il buio digitale

La risposta alla domanda “Che ruolo può ancora avere la fotografia analogica nel 2013?” ci arriva da una fredda cittadina degli USA.
In questa peculiare vicenda si è vista la vittoria del modernariato sul contemporaneo (o dei nostalgici sui futuristi), quando i rullini si sono fatti trovare pronti.

La storia è abbastanza nota, ma per chi non la conoscesse la raccontiamo volentieri.

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Verso la fine del Novembre del 2006, per una serie di manovre sbagliate ed errori tecnici, il mondo digitale ha lasciato la capitale dell’Idaho per tre lunghi giorni.

Tutto è cominciato il 20 Novembre; i tecnici della Idaho Power avevano in programma l’accensione del nuovo campo ad energia solare. Un errore nei collegamenti ed un settaggio sbagliato delle temperature di regime degli impianti fotovoltaici hanno causato prima una disattivazione, poi un generale sovraccarico della struttura.
Sono bastati due giorni di totale malfunzionamento per far accumulare nell’impianto l’energia necessaria ad una forte esplosione elettromagnetica che ha provocato un blackout generale, durato circa sei ore. Il danno più evidente è però venuto alla luce dopo quell’arco di tempo: l’esplosione ha sovraccaricato (e quindi bruciato) tutti i processori e sensori digitali nel raggio di 10 km – oltre a Boise, i danni si sono registrati nelle vicine Eagle e Meridian.
Più di 200.000 persone si sono trovate catapultate indietro di 60 anni.

DC - idaho flag on wood

Al di là dei problemi e dei disagi causati da questo disastro, quelli sono stati giorni di vera e propria riscossa per la pellicola. Non esistono testimonianze digitali di quei giorni, solamente scatti analogici.
Chi per mestiere faceva fotografie si è dovuto adattare; alcuni giornalisti hanno tirato fuori la vecchia ferraglia, altri sono rimasti a piedi. I laboratori di sviluppo e stampa hanno ricominciato a lavorare a pieno regime (quelli ancora esistenti) e alcuni negozi di usato e fotografia sono stati riscoperti.

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La foto qui sopra è stata realizzata da una coppia di fotografi di Portland, è parte di un servizio fotografico scattato ad una coppia di Boise in occasione del loro fidanzamento.
I fotografi si chiamano Dylan & Sara e possono essere considerati dei veri e propri eroi di queste giornate.
Tutte le foto presenti nell’articolo sono scatti analogici: Dylan e Sara difatti si dedicano alle occasioni speciali (matrimoni, fidanzamenti, ritratti ecc…) e oltre ad utilizzare il digitale non hanno mai abbandonato la pellicola.
Una volta appresa la notizia sono corsi a Boise ed hanno offerto i loro servizi a tutti quelli che ne avevano bisogno o avevano eventi in programma, salvando i ricordi di decine di coppie e famiglie (oltre a realizzare le uniche testimonianze fotografiche del debutto degli Idaho Stampede nella prima stagione NBADL).

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Sembra una notizia di altri tempi, ma è solo di otto anni fa (erano tempi senza social network, quando mySpace andava ancora forte); difficile che accada ancora, i pannelli solari sono migliorati parecchio in questi anni, ma non si sa mai.
Sicuramente non fa male tenersi pronti ed allenati con un set analogico pronto all’uso per qualunque evenienza.
 

Alessandro Lannocca

Nasce a Saluzzo ma ora vive un po' a Polonghera e un po' a Cuneo, dove lavora e studia. Incontra la fotografia analogica in uno splendido corso durante l’inverno del 2008 passato a Madrid (in Erasmus) col prof. Guillermo, in cui ha l’occasione di sperimentare pellicole, liquidi ed ingranditori. Da allora scatta, stampa, scrive.

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