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Gabriele Cappello

Questa è la volta di Gabriele Cappello.

Parlaci un po’ di te.
Mi chiamo Gabriele, ho 27 anni, sono siciliano ma vivo in Toscana da un po’ e sto per laurearmi in ingegneria informatica. Mi sono avvicinato alla fotografia analogica circa un anno e mezzo fa.

Perché hai scelto la fotografia analogica?
Diciamo che al tempo non potevo permettermi una reflex digitale, così rimediai su eBay una vecchia Canon AE-1. Fu amore a prima vista! Da lì in poi, invece di risparmiare per una DSLR, iniziai a comprare e a consumare forsennatamente rullini scaduti ed istantanee. A volte m’è capitato di scattare con digitali di amici ma quello che riesce a darmi l’analogico difficilmente riesco a trovarlo nel digitale. Le foto analogiche invece sembrano avvolte da una strana magia, mi danno la sensazione di essere più “vissute”, più reali, più calde. Saranno gli scatti limitati, costosi, che magari mi costringono a porre più attenzione ad ogni scatto. E poi sentire il click di un otturatore vecchio di 40 anni… l’attesa dello sviluppo… e facendo tutto ad occhio, senza esposimetro (la mia adorata AE-1 ce l’ha fuori uso, e le cose si complicano parecchio di più!), appuntarsi ogni apertura, tempo di scatto, condizione luminosa… insomma, trovo affascinante l’intero rituale.

Cosa ti piace fotografare?
In questo momento credo di essere alla ricerca del mio stile personale. Adoro fotografare la gente, immortalare la luce riflessa sui loro volti, le loro espressioni. Mi piace anche la fotografia minimalista e allo stesso tempo fotografare le camere incasinate di studenti universitari. Mi sento attratto dagli oggetti di tutti i giorni, apparentemente insignificanti, ma essenziali nel caos della nostra quotidianità. Ora ho intenzione di iniziare con i ritratti, e magari un domani addentrarmi nei meandri della fotografia glamour/beauty.

Quali sono le tue macchine fotografiche?
Partiamo dalla mia amatissima Canon AE-1, che porto praticamente ovunque, a cui aggiungiamo un paio di Lomo (di cui ancora non ho interamente sfruttato le potenzialità), poi una Polaroid a soffietto del ’65, una vecchia SX-70 e parecchie altre… Più che essere un collezionista diciamo che mi piace ripercorrere le varie tappe tecnologiche della fotografia analogica: dalle reflex a quelle a pozzetto, a telemetro, lomo, 35mm, 120; dalle polaroid da “splellare” alle ultimissime Impossible e Instax. Mi piace anche sperimentare coi negativi, le slide, pellicole al tungsteno, image transfer, red scale, emulsion lift, Xpro. I miei amici mi chiedono sempre “ma quante ne hai?!”. Sinceramente non saprei, perché non le ho mai effettivamente contate!

La fotografia che ti piacerebbe fare.
Come dicevo prima, vorrei avvicinarmi alla fotografia glamour, lavorando magari come fotografo freelance per agenzie/riviste. Realizzare uno shooting fotografico del tipo: in riva al mare, bel tramonto in una spiaggetta deserta, un paio di modelle professioniste e magari con una bella hasselblad al collo. La strada è lunga!

Hai un fotografo preferito?
Troppi, e tutti con stili differenti. Mi piacciono Parker Fitzgerald, Théo Gosselin, Jan Scholz, Lou Noble, Derek Wood, feaverish, l’un des nombreux. Poi, ce ne sarebbero circa un altro migliaio che seguo, ad esempio: buradori, i ragazzi del progetto “Four Lines”, Valentina Vallone, Jarrod Renaud, Neil Krug… ma meglio fermarsi qua!

Una bella foto deve…
E’ una bella foto quando non ti stanchi di guardarla e riguardarla. Deve tenerti incollato al “monitor” per ore e ore senza riuscire a distogliere lo sguardo e senza capire cosa esattamente ti colpisca di quella foto.

Sito web: flickr/loscuropasseggero
Email: gabriele.cappello@gmail.com
 

Alessandro Pancosta

Ho superato già da qualche anno i 30 anni, sono un freelance graphic designer. Dopo 9 anni passati a Torino sono tornato a vivere in Puglia, in provincia di Brindisi, nel mio amato Salento. Mi sono avvicinato alla fotografia circa 6 anni fa, ma da 3 anni scatto prevalentemente in analogico.

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