Interviste Letture

Foto Çasti. Il libro sui fotografi di strada di Francesco Colella.

Oggi vi parlo di un fotolibro fighissimo, Foto Çasti, edito da Skinnerboox.
L’autore è Francesco Colella, giovane fotografo barese che ho intervistato (letterlamente: bombardato di domande!) dopo essere stata colpita dal suo libro, visto qualche mese fa a Roma. Tutte quelle Instax Wide hanno subito catturato la mia attenzione e poi, sfogliando il libro, ho apprezzato molto l’ironia, la pulizia e la completezza di tutto il lavoro. Ma basta con le presentazioni, vi lascio alle sue parole; abbiamo parlato di come si realizza un libro fotografico, del lavoro, dell’avventura di Francesco Colella e del futuro che lo attende. Take a look!

Foto Casti by Francesco Saverio Colella from PhotoBookStore.co.uk on Vimeo (qui potete sfogliarlo virtualmente).

Parlami un pò del tuo essere fotografo.

“Il viaggio e la fotografia sono sempre andati di pari passo. Ho iniziato da autodidatta, fotografando i posti che visitavo e cercando storie interessanti da raccontare. Più avanti mi sono avvicinato alla fotografia documentaria, approfondendo la mia formazione con una serie di workshop con autori internazionali. Prediligo progetti a lungo termine incentrati sul paesaggio e su quello che contiene”.

E ora parliamo del tuo libro. Com’è nata l’idea?

Foto Çasti, che in lingua albanese vuol dire fotografia istantanea, nasce nel 2013 da un casuale incontro a Durazzo con un fotografo (un “Foto Çasti”, appunto) che mi propose un ritratto in ricordo dei miei giorni lì. Incuriosito dalla proposta accettai di buon grado. Nel mio girare incontrai nei giorni successivi altri fotografi e cominciai quasi per scherzo a collezionare ritratti: decisi così di viaggiare per tutta l’Albania (e lo feci per un anno a più riprese) alla ricerca dei Foto Çasti, prediligendo le aree turistiche più frequentate e documentando i luoghi, i fotografi e naturalmente raccogliendo i miei immancabili ritratti. I Foto Çasti avevano spesso un abbigliamento abbastanza curato e con le macchine fotografiche sempre bene in mostra (polaroid e vecchie digitali) “costruivano” le loro foto-ricordo scegliendo i luoghi e le pose da assumere: dopo lo scatto, correvano nel laboratorio più vicino per stampare le fotografie e consegnarle dopo pochi minuti. Inoltre i fotografi personalizzavano le immagini con firme, dediche e numeri di telefono: un modo come un altro per farsi una sorta di pubblicità in caso di future commissioni”.

“Questi fotografi hanno documentato per molti decenni ogni tipo di ricorrenza, dai compleanni alle passeggiate della domenica, producendo gli unici ricordi per molte famiglie albanesi durante gli anni del regime. Oggi nell’era del Selfie e della sovrapproduzione di immagini dovuta al digitale e ai social, i Foto Çasti si sono ridotti di numero e incontrarli non è sempre semplice dato che la loro presenza è condizionata dal flusso di turisti o dalle condizioni del tempo.

Questo in breve è Foto Çasti: un racconto sui fotografi e sull’Albania, ma anche una riflessione sul mezzo fotografico”.

Come sei arrivato a trasformare il progetto in una pubblicazione?

“Sono stati tre gli eventi che hanno fatto si che Foto Çasti si realizzasse: il premio Spazio Lab a Savignano 2013Documentaria  e Make a Book. Dopo il premio Spazio Lab , fu durante una lezione/lettura portfolio con Hans Van Der Meer e 3/3, in occasione della prima edizione di Documentaria, che capii che la strada era quella giusta, forte dei pareri positivi che raccolsi in quei giorni. 
 Di li a qualche mese venni selezionato per Make a Book: un contest di editoria Under 35 dove insieme ad altri 7 autori, seguii un workshop sul libro fotografico con 3/3 e Milo Montelli (Skinnerboox) e che mi ha portato a realizzare il primo dummy e più avanti a pubblicarlo”.

Ammetto d’aver avuto molta fortuna. Non mi sono mai messo realmente alla ricerca di un editore e con Skinnerboox c’è stata fin da subito molta sintonia. Prima di Make a Book credevo che la progettazione del libro fotografico spettasse principalmente ad un grafico, e che il fotografo si limitasse a scegliere tra una serie di proposte. Il workshop invece è stato uno stimolo continuo nel cercare di capire cosa davvero volessi realizzare (e in che modo). Mi ha aiutato a compiere scelte importanti sul progetto, a ripensare alla selezione in funzione del libro, ad individuare le immagini che meglio dialogano tra loro e a scegliere dimensione e formato: tutti punti che passo dopo passo, mi hanno portato ad avere un progetto di libro più consapevole e personale. E’ stato un momento di crescita davvero molto importante.

Skinnerboox, inoltre, fa davvero un grandissimo lavoro per la promozione delle sue pubblicazioni. E’ sempre presente nelle fiere più importanti del settore, da Arles (dove quest’anno abbiamo lanciato il libro), ad Unseen (Amsterdam), Polycopies (Parigi), Roma, Fiebre Photobook (Madrid), ecc. e questo mi aiuta moltissimo nella diffusione del libro anche quando non posso prendervi parte per altri impegni. Le presentazioni poi sono sempre dei momenti molto interessanti perché ti permettono di incontrare anche altri autori ed editori e di capire cosa sta succedendo in Europa e nel mondo… Insomma per me sono soprattutto dei momenti di crescita oltre che di sponsorizzazione”.

C’è speranza per l’editoria fotografica?

“La mia esperienza mi fa essere tendenzialmente fiducioso. Al di là della strada dell’autoproduzione, penso che la possibilità di riuscire in una pubblicazione strutturata e con l’aiuto di un editore, sia possibile se il progetto è valido. Ogni libro ha una storia a sé: ci sono progetti che raggiungono la notorietà in pochissimo tempo, altri che hanno bisogno di più tempo. In un momento storico dove l’editoria (in generale) è in crisi, un mercato di nicchia come questo sente ancor di più il problema. Tuttavia vedo intorno a me un proliferare di produzioni editoriali, segno che qualcosa sta cambiando e che forse questi tipi di progetti vengono apprezzati”.

Progetti futuri?

“Attualmente sto approfondendo un progetto che iniziai parallelamente a Foto Çasti, sempre in Albania. Parla del rapporto tra Italia e Albania e di petrolio. Ne sentirai parlare molto presto!”

Foto Çasti pu essere ordinato online sul sito personale di Francesco Colella, dal catalogo Skinnerboox e in molte librerie del settore in Italia ed Europa.

Qui i link:
http://www.francescocolella.com/book

http://www.skinnerboox.com/boox/fotocasti

 

Librerie:
http://www.skinnerboox.com/bookshops

Maria Palmieri

Mi aggiro intorno ai 30 e sto ancora cercando di capire chi sono, cosa sono e cosa fare nella vita. L’unica certezza che ho è l’amore per la fotografia analogica. Nelle mie vene scorre emulsione liquida. Per farmi felice basta poco: una vecchia macchina fotografica e un rullino, magari scaduto…

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