Cities in (film’s) dust

Cities in (Film’s) Dust. #5 Berlino

Oggi un articolo un po’ diverso dai precedenti. Occorre omaggiare Berlino e il 25° anniversario della caduta del muro terribile che ha diviso la città dal 1961 al 1989.
Sono stata anche io a Berlino in quei giorni di commemorazione, come moltissimi italiani. Ricordo la città silenziosa, di un silenzio quasi religioso, perché una ferita così fresca non si rimargina tanto facilmente, a colpi di consumismo.
Ost” e “West”, due volti di una città. Ve li presentiamo con un testo e dieci foto di Riccardo Rossi Filangieri, scattate con la tedesca per eccellenza, una Leica M6 con obiettivo Summicron 35mm f2. Cinque visioni in bianco e nero, l’Est, su pellicola t-max 100 e tri-x 400, e cinque a colori, l’Ovest, su ektar 100 e portra 400.

09 Novembre 1989
– Quel giorno – ricorda Alexandra – ero a casa e appresi la notizia dalla televisione. La mia reazione immediata è stata di rabbia, perché in quel momento ho capito che quelli che sedevano al potere erano solo dei vecchi idioti e non riuscivo a capire come erano riusciti a mettermi tanta paura fino a quel momento!
– Ho pensato: “Non può essere vero!” e anche: “Ma che storia è questa?”
A causa di tutto questo stress e dell’arrabbiatura non sono andata subito dall’altra parte (così i berlinesi indicavano Berlino Est o Berlino Ovest a seconda della parte in cui abitavano). Ho aspettato 2 o 3 settimane e poi mi son detta: Ok! Ora vado a vedere un po’ cosa c’è dall’altra parte.
(fonte: www.berlin-kombinat-blog-net)

09 Novembre 2014
“Anniversario della caduta del muro di Berlino”.
Sono nato il 10 novembre dell’84 e da piccolo mio zio diceva sempre “Sto piccirill’ è nato quand’è caduto ò muro!” e io ingenuamente credevo che fossi nato proprio quel giorno. Da grande poi ho scoperto che in realtà era successo 5 anni dopo e il giorno prima del mio compleanno. Nonostante ciò ho sempre sentito la caduta del muro di Berlino un po’ la mia festa e ho voluto festeggiare i miei 30 anni lì, per il 25° anniversario della caduta del muro.

Non era la prima volta che visitavo Berlino. Lì è nata la mia passione per la fotografia, quando per la prima volta ho visto dal pozzetto di una biottica (la Yashica Mat del mio amico Antonio) come il mondo, attraverso un obiettivo, sia più affascinante.
Girando la città con la mia Leica ho notato come, fotograficamente, sia ancora oggi evidente la distinzione tra Est e Ovest. A partire dalle architetture fino ai costumi di alcuni berlinesi “doc” per strada, che sembrano usciti direttamente dai primi 15 minuti del film “Goodbye Lenin”.

L’Est… da Alexander Platz, ai quartieti di Pankow e Friedrichshain, ciò che dà un orientamento in cielo è l’immensa torre della televisione che sembra quasi essere stata messa lì per far vedere al di là del muro, a Ovest, che lì stavano per conquistare l’universo cosmico!
L’Ovest… da Tiergarten a Potzdamer Platz col SonyCenter e Gedächtniskirche quello che più si sente nelle visioni tra villette e palazzi moderni è un odore di nuovo, di ricostruzione e commemorazioni del dopoguerra, contornato da negozi e ristoranti italiani ovunque.

È un po’ come se dal 13 agosto 1961, giorno in cui fu innalzato il muro, l’Est si fosse concentrato sul dimostrare quanto si vivesse bene nel presente Sovietico e che la “Barriera di protezione antifascista” servisse a non far entrare gli invidiosi dell’Ovest, vogliosi di godere dell’obbligato “benessere” del nuovo Est.
Dall’altra parte, a Ovest, l’impressione è che l’attenzione fosse principalmente posta su quanto siano stati veloci e fighi nel ricostruire una città rasa al suolo dalla guerra e che, fondamentalmente, quei trogloditi dell’Est non sanno cosa si perdono nel mangiare un panino dal McDonald.

Il 25° anniversario della caduta del muro è stato festeggiato con l’installazione di Christopher e Marc Bauder, liberando in cielo circa 8000 palloncini luminosi (purtroppo manualmente uno ad uno vanificando le illusioni romantiche di milioni di spettatori) che percorrevano 15.3 Km di città attraversando e ricalcando il percorso del muro.
Ma il ricordo più bello è l’incanto dei berlinesi, fermi in strada di fronte ai mega-schermi sparsi per la città che mostravano scene di circa 30 anni di divisione e ricordi.

Per conoscere meglio Riccardo Rossi Filangieri:
http://www.flickr.com/photos/alyon84/
 

Maria Palmieri

Mi aggiro intorno ai 30 e sto ancora cercando di capire chi sono, cosa sono e cosa fare nella vita. L’unica certezza che ho è l’amore per la fotografia analogica. Nelle mie vene scorre emulsione liquida. Per farmi felice basta poco: una vecchia macchina fotografica e un rullino, magari scaduto…

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