Cities in (film’s) dust

Cities in (Film’s) Dust. #12 Riccione

La meta di oggi è Riccione. Non vista dal suo lato festaiolo, vacanziero, eccessivo, appariscente…
Ma da quello più introverso, meditativo, di chi la vive e la vede cambiare, svendersi, invecchiare male. Riccione ce la racconta Andrea Caselli, con le sue fotografie e una lettera d’amore alla sua città.

“Riccione l’ho vissuta molto poco da ragazzino, per vari motivi che non starò qui a spiegare,
quando era meta vacanziera della bella vita, delle tedesche da rimorchio e le svedesi con tette al vento di qualità superiore.
Di quella Riccione lì ricordo il caldo dei pomeriggi estivi, il giallo del solleone, le ragazzine in vacanza che stavano lì ad aspettare che chiedessi loro di uscire e l’emozione della mattina dopo mentre lo raccontavano alle amiche sotto l’ombrellone.
Ricordo il profumo del sale, lo sguardo nel sole, un’educata confusione.
La moderna Riccione è, purtroppo, altra cosa.
Somiglia sempre di più a quelle signore sui cinquanta che incontri al supermercato con tacco dodici, minigonna inguinale e protesi al seno balconate, che hanno passato un’ora del loro tempo in bagno a truccarsi solo per andare a far la spesa.
Ecco, mi ricorda questo.
Una città che quando arriva l’estate s’impegna più che può per essere di nuovo affascinante come un tempo, per essere ancora desiderabile e far sognare, quando invece è proprio nei mesi freddi ad essere affascinante, sola ed infreddolita, da esplorare passo dopo passo durante lunghe e solitarie passeggiate.
La gente non viene più qui per sognare, viene per consumare una città sempre di più fatta per essere consumata.
Viene per scopare con i puttanoni, per tirare le bottiglie in mezzo alla strada, per fare i cori da stadio per sentirsi figo a bestia.
Nelle mie foto metto un po’ di tutto questo.
Un po’ di nostalgia, un po’ di decadenza, ma anche un po’ di speranza.
Non m’interessa fotografare chi abusa di questa città, piuttosto chi la osserva, chi ancora riesce a sognarci dentro.
Chi ancora riesce ad amarla.
Anche senza tacco dodici”.

Per conoscere Andrea
https://www.flickr.com/photos/mondonaif78/

Maria Palmieri

Mi aggiro intorno ai 30 e sto ancora cercando di capire chi sono, cosa sono e cosa fare nella vita. L’unica certezza che ho è l’amore per la fotografia analogica. Nelle mie vene scorre emulsione liquida. Per farmi felice basta poco: una vecchia macchina fotografica e un rullino, magari scaduto…

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