Iso400 - MANUALE DI FOTOGRAFIA ANALOGICA

Manuale di fotografia analogica

Camera oscura. Gli strumenti per lo sviluppo della pellicola

Prima ancora di cominciare a sviluppare le nostre pellicole fotografiche vediamo gli strumenti necessari più o meno indispensabili.


CARAFFE GRADUATE E MISURINI

Le caraffe più diffuse hanno una capienza di un litro e, diversamente da quelle che troviamo nelle nostre cucine sono graduate con tacche di riferimento ogni 10 ml.

I misurini o cilindri graduati sono molto simili a quelli di un laboratorio di chimica, hanno diverse capacità (da 500ml, da 100 ml, da 50 ml) fino ad arrivare a quelli da 5/10 ml con le tacche per ogni millilitro; questi più piccoli possono, in alternativa, essere sostituiti da siringhe.


TERMOMETRO

Indispensabile per la rilevazione della temperatura della chimica, specialmente per il bagno di sviluppo dove la temperatura influisce sul risultato finale.
Ovviamente serve un termometro che rilevi un pochissimo tempo la temperatura dei liquidi pertanto si consiglia l’uso o di un termometro ad alcol o di un modello digitale di quelli da cucina, quest’ultimo facilmente reperibile ad un prezzo molto basso nei vari siti di vendita on-line.

Consiglio un termometro digitale in quanto più preciso, specialmente per la regolazione della temperatura della chimica colore che è soggetta a minore margine di errore.

TANK E SPIRALE

La spirale è una vera e propria spirale (scusatemi il gioco di parole) che serve ad avvolgere la pellicola in maniera tale che la stessa non si tocchi lasciando del vuoto tra un giro e l’altro, seguendo appunto un andamento a spirale. Le moderne spirali sono in plastica di colore bianco, presentano una guida per infilare la parte iniziale della pellicola che si carica facendo dei movimenti semi rotatori, avanti ed indietro, dei due lati della spirale. Le migliori spirali si riconoscono dalla presenza di una pallina in metallo posta su entrambe le facce della spirale subito dopo la guida di inserimento della pellicola, servono a facilitare l’avvolgimento della pellicola fotografica. Le due facce della spirale sono regolabili in altezza per poterle utilizzare sia con pellicole 135 che per i rulli formato 120, si possono separare per facilitarne lo svolgimento della pellicola.

ATTENZIONE se usate pellicola a metro e vi ribobinate i rullini non superate mai le 36 pose, una pellicola più lunga diventa fisicamente impossibile avvolgerla nella spirale.

In passato, ma è facile trovarle nel mercato dell’usato, erano reperibili spirali in metallo con caricamento dall’interno verso l’esterno, facili da usare con l’apposito avvolgitore, più complicato eseguire il caricamento della pellicola a mano libera, ovviamente si utilizzavano con l’apposita tank anch’essa di metallo.

La tank invece è il contenitore nel quale si introduce la spirale per lo sviluppo della pellicola. La sua caratteristica è che una volta chiusa permette l’entrata e l’uscita dei liquidi ma non della luce. Praticamente hanno un perno centrale nel quale si infila la spirale, il coperchio poi presenta un foro centrale con un piccolo imbuto all’interno, che si inserisce nel perno consentendone il travaso dei liquidi. Le tank hanno diverse dimensioni, si va dalle più piccole per una sola spirale alle più grandi fino a cinque spirali.

I maggiori produttori di tank e spirali sono la AP, la PATERSON e la JOBO.

La AP e la JOBO sono esteticamente simili, entrambe hanno una chiusura con tappo a vite la prima, a pressione la seconda; l’agitazione può essere effettuata mediante rotazione su un piano e/o ribaltamento. Tra le due sconsiglio la AP dopo un certo periodo la guarnizione si usura (facilmente sostituibile) e si verifica perdita di liquido durante l’agitazione.
Al contrario la PATERSON non può essere utilizzata per l’agitazione mediante ribaltamento o rotazione, bensì si utilizza un piccolo perno che si infilato nel foro del coperchio, si incastra con il perno della spirale e ruotandolo con le dita si fa ruotare la spirale. Con questa tank se si perde il perno per l’agitazione diventa complicato agitare se non sostituendolo con mezzi di fortuna.


BOTTIGLIE A SOFFIETTO

Sono bottiglie in plastica opache, solitamente di colore marrone, servono per la conservazione dei prodotti chimici diluiti e riutilizzabili, hanno la caratteristica di poter essere schiacciate fino a dimezzarne il volume, al fine di eliminare l’aria in eccesso che ne facilita il deterioramento dei chimici, sono disponibili con la capacita di 500ml, 1000 ml, 2000 ml.

Gli strumenti visti fino adesso possono essere utilizzati sia per lo sviluppo delle pellicole in bianco e nero che per lo sviluppo delle pellicole colore.
La differenza sostanziale fra i due tipi di pellicole è la temperatura (che vedremo in seguito) le pellicole colore si sviluppano ad una temperatura più elevata ed hanno un margine di errore poco tollerante rispetto a quelle in bianco e nero esistono per questo esistono sviluppatrici automatiche e semi automatiche che aiutano in tal senso.

SVILUPPATRICI

Le più rinomate ma anche le migliori sono quelle prodotte dalla JOBO sigla CPE (1 – 2 – 3), sono delle vasche che si riempiono d’acqua e una serpentina collegata ad un termostato permette la perfetta regolazione della temperatura, all’interno della vasca oltre al supporto per la tank che è collegata ad un motorino per l’agitazione a mezzo rotazione e che rimane per metà immersa nell’acqua, trovano posto, immersi sempre nell’acqua un numero variabile da 4 a 6 misurini graduati e bottiglie (solitamente da 600ml), una per ogni singolo prodotto chimico.
Esiste anche la versione automatica che una volta programmata esegue il riempimento e lo svuotamento della chimica in autonomia, sono utili e consigliate sia per lo sviluppo delle pellicole ma anche della carta colore.

sviluppatrice-jobo

Queste sviluppatrici hanno le tank sia per le pellicole ma anche, molto più grandi per lo sviluppo della carta colore.
 

Luca Oliani

Classe 1973, a 10 anni quasi per gioco impugna una kodak poket camera 110 e scopre come diventa particolare racchiudere un istante di vita all’interno di un piccolo quadratino. Frequenta le scuole superiori presso un Istituto d’Arte e si diploma in Grafica Pubblicitaria, Fotografia e Cinematografia. Durante gli studi, apprende la varie tecniche di ripresa utilizzando varie fotocamere dal piccolo al grande formato con il banco ottico, ma soprattutto apprende le varie tecniche di sviluppo e stampa in camera oscura sia in bianco e nero che a colori.

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