Andrea Casanova - Crushed - Focus On Iso400

Focus on

Andrea Casanova. Crushed

Ciao Andrea, parlaci un po’ di te.
Ciao mi chiamo Andrea Casanova, sono nato a Mantova il 22 Settembre 1996, ora vivo a Bologna dove studio cinema all’Accademia di belle Arti.

Perché hai scelto la fotografia analogica?
La mia generazione viene chiamata come quella dei nativi digitali e sicuramente è vero ma la prima fotografia l’ho scattata con un intramontabile
usa e getta, una di quelle che la mamma che ti propinava quando andavi in gita con la scuola. In seguito, quando ho iniziato ad appassionarmi a quest’arte ho cominciato con il digitale ma per poi dopo poco ricredermi e tornare alle “origini”. Ho scelto la fotografia analogica per i colori ma soprattutto per il tempo che ci dedico: mi piace il fatto di non poter vedere le foto fino a quando non sviluppo i negativi per poi scannerizzarli.

Parlaci della tua serie “Crushed”.
La serie “Crushed” è nata come esperimento. Una sera dopo aver trovato per terra una superficie rossa opaca ho provato a spiaccicarci sopra la faccia per cercare di riuscire a vederci attraverso e facendo qualche selfie imbarazzante mi sono reso conto che l’effetto era veramente interessante e da lì sono partito facendo il giorno seguente un annuncio sui social chiedendo se qualcuno voleva partecipare ad un esperimento appunto. Per aiutarmi a raggiungere l’obiettivo che mi ero prefissato ho chiesto alle “cavie” di immaginare di trovarsi rinchiusi in una scatola piccolissima e quindi di non avere spazio per muoversi e di trovarsi di conseguenza schiacciati con il volto o con qualsiasi altra parte del corpo su questa superficie.

Quali sono le tue macchine fotografiche e che pellicole utilizzi?
Utilizzo quasi sempre una Canon AE-1 e per le pellicole uso le Portra 160 o 400 ma in realtà sperimento spesso anche con le Lomography.

La fotografia che ti piacerebbe fare.
Il mio scopo, almeno con i progetti in serie che realizzo, è quello sempre di cercare di raggiungere una narrazione, cioè mi piacerebbe riuscire a creare un collegamento “narratologico” e quasi temporale tra una foto e la sua successiva o precedente.

Hai un fotografo preferito?
Definire un fotografo preferito è difficile, ma sicuramente posso dire che mi piacciono molto i progetti di Nan Goldin, Martin Parr, Larry Clark (sia foto che film) e David LaChapelle ma in verità venendo da una realtà come quella del video e del cinema gli artisti da cui prendo più ispirazione sono registi come N.W. Refn, Gaspar Noè, Harmony Korine e Gus Van Sant.

Prossima serie?
Per ora non ho ancora nulla per la mani, devo solo aspettare di trovare qualcosa per terra che mi faccia accendere la lampadina.

Sito web: instagram.com/casaprocky
 

Alessandro Pancosta

Ho superato già da qualche anno i 30 anni, sono un freelance graphic designer. Dopo 9 anni passati a Torino sono tornato a vivere in Puglia, in provincia di Brindisi, nel mio amato Salento. Mi sono avvicinato alla fotografia circa 6 anni fa, ma da 3 anni scatto prevalentemente in analogico.

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